Maria Costanza Meazzini: scienza ed empatia al servizio dei bambini

La Dottoressa Maria Costanza Meazzini, specialista in ortognatodonzia, specializzata nella cura della labiopalatoschisi, racconta l’importanza della multidisciplinarietà nel trattamento delle malformazioni cranio-maxillo-facciali.


“Lavorare in strutture come i Centri Smile House è innanzitutto la concretizzazione di un sogno per molti professionisti: si ha la possibilità di fare del bene a soggetti fragili e sono luoghi caratterizzati dalla presenza di competenze di primissimo piano.”

Queste le parole di Maria Costanza Meazzini, Coordinatore Scientifico del Centro Smile House di Milano e Presidente della ECPCA (European Cleft Palate Cranio Facial Association), quando la incontriamo all’Ospedale San Paolo.

“La Dottoressa Meazzini è una professionista dotata di grande umanità e sempre molto disponibile” dicono di lei i genitori dei pazienti. Inoltre, con i bambini riesce ad instaurare un rapporto molto speciale.

L’approccio multidisciplinare è la caratteristica fondamentale del nostro lavoro ed anche  il nostro autentico cavallo di battaglia.

La collaborazione fra ortodontisti, chirurghi e logopedisti nella scelta congiunta dalla strategia più efficace per ottenere risultati estetici e occlusali che non compromettano in alcun modo la fonetica, grazie anche all’utilizzo di strumenti diagnostici di ultima generazione, è importantissima.

Un piccolo paziente nato con la labiopalatoschisi, malformazione di cui mi occupo più frequentemente, è seguito dall’epoca gestazionale fino all’età adulta, coinvolgendo chirurgia, logopedia, ortodonzia, otorinolaringoiatria e psicologia insieme.

La nostra tendenza è di limitare il più possibile gli interventi sia chirurgici, che ortodontici e logopedici, per evitare un sovraccarico di trattamento in soggetti già di per sé costretti a sottoporsi a cure fin dalla prima infanzia.

Secondo, ma non meno importante, è l’impegno della Smile House di Milano nella ricerca scientifica. Pubblichiamo tra i 6 e i 10 lavori scientifici annuali sulle principali riviste di settore” dice la Dottoressa. “La ricerca è indispensabile per capire se i nostri protocolli producano i risultati sperati nel tempo e, all’occorrenza, modificarli. Solo con il costante confronto internazionale possiamo mantenere standard riconosciuti a livello mondiale”

La Dottoressa Meazzini e il Dott. Autelitano visitano un piccolo paziente.

“Uno strumento che utilizziamo molto e con ottimi risultati è la placchetta NAM – Nasal alveolar Molding – un dispositivo mobile che serve a fare in modo che la schisi non si allarghi ulteriormente e a dare la forma corretta al naso, facilitando il lavoro del chirurgo nei sei mesi prima dell’intervento.”

La Dottoressa ha modificato il disegno originale della placchetta del 1992 dell’americano Barry Grayson in modo tale che i controlli sul paziente possano essere mensili e non settimanali.

Uno dei momenti che ricordo con maggior commozione” racconta “è stato il giorno in cui è venuta da me una coppia in attesa di un bambino a cui era stata diagnosticata la labiopalatoschisi per un colloquio prenatale.

La coppia era intenzionata ad interrompere la gravidanza.

Sono riuscita a far cambiare loro idea presentandogli un mio piccolo paziente di circa 7 anni, che, su mia espressa richiesta, ha raccontato ai futuri genitori delle sue fidanzatine e di come non ricordasse eventi traumatici legati alla sua patologia.

Di fronte a tanta simpatia e serenità la coppia ha deciso di tenere il bambino”.

Ma le Smile House non sono solo Centri di diagnosi e chirurgia, all’interno si svolgono importanti attività di formazione e ricerca per medici e specialisti nella cura delle malformazioni cranio-maxillo-facciali.

La Dottoressa visita una piccola paziente. Foto: Margherita Mirabella. (foto scattata prima dell’emergenza Covid-19)

“Il principio fondamentale del progetto Smile House – conclude la Dottoressa – è proprio questo: possedere e trasmettere esperienze, lavorando a stretto contatto con medici di tutto il mondo. La formazione per medici italiani e stranieri è fondamentale.”