La storia di Clara


Clara è nata con una grave labiopalatoschisi. Sua madre non aveva il coraggio di allattarla e si rifiutò persino di riconoscere Clara come sua figlia.

Nel loro piccolo villaggio del Madagascar, le persone deridevano Clara per le sue condizioni. Ogni volta che sua madre veniva a conoscenza di quei discorsi, la sua sensazione di vergogna aumentava.

Quando la bambina aveva due anni la madre decise di lasciare il villaggio abbandonando Clara e il suo papà e portando con sé il figlio più piccolo.

Da quel giorno Dede, il papà di Clara, decise che avrebbe fatto tutto il possibile per trovare una cura per sua figlia. Voleva che la bambina fosse amata invece di essere emarginata.

Sarebbero trascorsi sei anni.

Clara con suo padre, Dede. Foto: Zute Lightfoot.

Incontriamo per la prima volta Clara, che allora aveva 8 anni, e Dede in un ospedale di un piccolo villaggio su una strada tortuosa che collega Mandoto con la città di Antsirabe.

Per raggiungere la clinica dal loro villaggio, avevano camminato a piedi nudi per più di due ore su ripide colline, attraversando tre fiumi, diverse risaie e una strada sterrata di terra rossa.

È qui che hanno visto per la prima volta i manifesti di Operation Smile. Un’ équipe medica sarebbe arrivata ad Antsirabe per curare tanti bambini come Clara. Hanno visto le foto di altri pazienti, prima e dopo l’intervento chirurgico e hanno capito che c’era una soluzione.

Mentre attraversano il villaggio verso l’ospedale, i bambini li seguivano e fissavano il volto e le due spaccature sul labbro di Clara. Si era abituata a questo tipo di trattamento ma la feriva ancora. Abbassava la testa come per nascondersi dagli sguardi curiosi.

“Quando Clara va a scuola, viene continuamente derisa ed è vittima di prese in giro”, raccontava Dede, abbattuto. “I bambini la prendono in giro perché non riesce a farsi capire. Non capiscono cosa sta cercando di dire, quindi evita di uscire e non frequenta la scuola così spesso”.

Dede non si è mai arreso ed è riuscito a trovare chi potesse fornire le cure di cui sua figlia Clara aveva bisogno. Foto: Zute Lightfoot.

Clara e Dede finalmente salirono su un autobus, messo a disposizione da Operation Smile, che li avrebbe condotti ad Antsirabe dove era organizzato il programma chirurgico. Più di 300 pazienti e le loro famiglie aspettavano di partecipare agli screening per sapere se avrebbero potuto ricevere l’intervento.

Clara fu visitata dai volontari medici di Operation Smile e ritenuta in salute per ricevere l’intervento chirurgico necessario a curare la sua labiopalatoschisi, insieme a lei più di 160 bambini.

La sera prima del giorno più importante della sua vita, Clara era nelle stanze di degenza e, per la prima volta nella sua vita, ebbe l’opportunità di lavarsi i denti con uno spazzolino.

Il giorno dell’intervento Clara e Dede aspettavano nell’area dedicata, appena fuori dalla sala operatoria. In questo spazio, i piccoli pazienti vengono accompagnati, attraverso attività ludiche e di simulazione, e aiutati a comprendere in cosa consistono le cure che riceveranno. Per esempio, Clara applicò per gioco una maschera anestetica finta sul viso di una bambola, poi sulla sua stessa bocca, e respirò profondamente. Questo è una parte di ciò che ogni paziente vive prima dell’intervento chirurgico.

Subito dopo arrivò il dottor Jonas Wanbro della Svezia, un anestesista volontario di Operation Smile. Prese la mano di Clara e la salutò in malgascio: “Salama”. Jonas poi la guidò lungo il corridoio fino alla sala operatoria. Clara si sedette sul tavolo – apparentemente senza paura – e con un po’ di aiuto si mise la maschera anestetica sulla bocca, respirò e si addormentò profondamente.

La dottoressa Petra Peterson, chirurgo svedese specializzato nella cura delle labiopalatoschisi di Operation Smile, aveva pianificato attentamente l’intervento di Clara. La labiopalatoschisi bilaterale di Clara era grave ed interessava anche il naso.

Dede aspettò pazientemente fuori dalla sala operatoria. Dopo che Clara si svegliò dall’anestesia nella sala risveglio, aveva la possibilità di vedere il nuovo sorriso di sua figlia. Dede sembrò preoccupato, ma non appena vide Clara, il suo viso si illuminò di pura felicità. Sua figlia sembrava così diversa, così bella. Tutti nella sala risveglio si commossero fino alle lacrime per l’emozionante incontro.

Otto mesi dopo incontrammo di nuovo Clara nell’ambulatorio locale. Questa volta, la bambina di 9 anni aveva un ritrovato senso di sicurezza: non abbassò lo sguardo né evitò il contatto visivo. Facemmo una lunga passeggiata con lei fino alla sua scuola, attraverso colline, risaie e fiumi. Quando arrivammo, lei corse davanti a noi, ansiosa di mostrarci ai suoi amici.

Clara condivide i suoi nuovi sorrisi dopo l’intervento chirurgico che le ha cambiato la vita. Foto: Zute Lightfoot.

A scuola la sua classe era piena di bambini seduti su piccole panche di legno. Non c’era luce elettrica, solo la luce del sole che entrò dalla porta e dalle finestre aperte. L’insegnante parlò alla classe in
francese. Clara si sedette accanto ad altre due ragazze della sua età, sorridenti e amichevoli. Solo due sottili cicatrici sul labbro rivelavano che era nata con una malformazione del volto. Appena finita la lezione i bambini corsero fuori a giocare. Clara teneva per mano i suoi amici e giocarono insieme ridendo.

“Quando siamo tornati a casa dall’ospedale dopo l’intervento chirurgico, tutti nel nostro villaggio sono rimasti stupiti nel vederla”, dice Dede. “Sembrava così diversa, come un’altra persona. Ho spiegato loro che tutto questo era grazie ad Operation Smile”.

Clara e suo papà sarebbero dovuti tornare all’ospedale di Antsirabe per l’intervento al palato. Dede era così orgoglioso che sua figlia avesse manifestato il desiderio di diventare medico per poter aiutare altri bambini nati con una malformazione del volto.

Dede si è risposato e ha avuto altri figli con la sua seconda moglie: uno di loro è nato lo stesso giorno in cui Clara ha subito il suo primo intervento chirurgico.

“Riesci a immaginare?” dice Dede. “Il giorno in cui la mia figlia maggiore ha ricevuto un nuovo sorriso; ho avuto la fortuna di avere un altro figlio”.

Clara, 11 anni. Foto: Lorenzo Monacelli.