Formazione per un futuro sostenibile in Ruanda


Ruanda: una popolazione di quasi 12 milioni di abitanti con solo due chirurghi plastici e 18 anestesisti.

La carenza di personale medico sanitario non è solo per la cura di malformazioni al volto come le labiopalatoschisi, ma anche per la chirurgia essenziale, per semplici ustioni e ferite. Ecco perché Operation Smile si impegna nella formazione di medici locali nel Paese.

Lunghe liste d’attesa, sofferenze per i malati e rischi crescenti per il sistema sanitario di tutto il Paese, questo è quello che si viene a determinare quando non è possibile avere personale sanitario adeguatamente formato.

Per rispondere a questa emergenza, dal 2015 Operation Smile, in collaborazione con l’Università del Ruanda e con Partners in Health, si impegna costantemente nella formazione del personale sanitario locale.

Oggi i programmi medici di Operation Smile nel Paese sono incentrati non solo nella chirurgia, ma anche in attività di training per medici locali con uno studio pratico durante gli interventi stessi e attraverso periodi di studio intensivo.

“Non pescate per noi, ma insegnateci a pescare”, afferma il Dottor Faustin Ntirenganya, uno dei soli due chirurghi plastici del Paese e capo del Dipartimento di Chirurgia dell’Università del Ruanda.

“Questo è il tipo di approccio che mi piace. Le missioni che vedevo prima curavano i pazienti, è vero, ma il loro impegno finiva lì. Invece Operation Smile ci offre la prospettiva di un futuro sostenibile: viene qui e ci aiuta a formare i medici locali”.

Sostenibilità, infatti, è anche questo: la capacità di creare un futuro nel quale, grazie ad un precedente scambio di conoscenze e competenze in qualunque campo, dalla scienza all’educazione, ciascun Paese possa essere in grado di occuparsi delle esigenze dei propri abitanti.

E i risultati di questa visione di lungo periodo si vedono già, come testimonia il Dottor Steve Naum, volontario di Operation Smile che ha partecipato alla creazione di questo programma di training per il personale sanitario ruandese.

“Abbiamo già visto alcuni medici locali completare la loro formazione qui e poi portare procedure di ricostruzione plastica e cura delle ustioni negli ospedali del Paese. Questo vuol dire che i training stanno portando i loro frutti a beneficio delle comunità locali”.

Le sessioni di formazione interessano anche l’area dell’anestesia, anch’essa molto carente in Ruanda. Dall’inizio dei corsi sono già cinque gli anestesisti diplomati grazie al programma.

Cinque anestesisti possono sembrare un numero ridotto, mi si tratta dell’avvio di una nuova ondata di medici che, attraverso una formazione intensiva ed estesa, potranno non solamente portare cure nel Paese, ma condividere a loro volta le loro nuove conoscenze con i colleghi.

L’obiettivo è quello di poter contare, entro il 2024, almeno 60 anestesisti praticanti.