Sul campo con il programma di formazione chirurgica di Operation Smile in Ruanda
Attraverso programmi formativi sviluppati a livello locale e supportati dalla rete internazionale, Operation Smile e i suoi partner locali lavorano per creare un sistema sanitario più sostenibile in Ruanda. Al centro di questo impegno c’è il Ruhengeri Referral Hospital, nella regione di Musanze, nel nord-ovest del Paese.
Qui le sale operatorie non sono solo luoghi in cui i pazienti ricevono cure chirurgiche essenziali, ma diventano anche spazi di apprendimento per medici e personale sanitario locale. Ogni intervento rappresenta un’opportunità di formazione, ogni giornata in ospedale un’occasione di crescita professionale.
L’impegno di rafforzare l’accesso alle cure chirurgiche nel Paese rientra nella strategia Operation 100, che punta ad ampliare la disponibilità di interventi e servizi medici essenziali in Ruanda. In questo contesto, Operation Smile opera secondo il modello “hub and spoke”: un ospedale centrale a Kigali collegato a sei ospedali satellite nelle aree periferiche. L’obiettivo è fare in modo che ogni persona in Ruanda possa raggiungere un centro chirurgico entro un raggio di 75 chilometri, così da ricevere cure più vicino a casa e favorire allo stesso tempo la formazione di chirurghi e personale sanitario direttamente nel Paese. Questa è la visione che guida la strategia Operation 100: non solo cambiare la vita dei pazienti oggi, ma creare le condizioni perché, in futuro, sempre più persone possano accedere a cure chirurgiche di qualità vicino alle proprie case.
Tra i nuovi specializzandi in chirurgia plastica nel Pease, grazie alla collaborazione tra Operation Smile, l’Università del Ruanda, il College of Surgeons of East, Central and Southern Africa (COSECSA) e il Ministero della Salute del Paese, c’è anche il Dr. Fidel Simba. Nel suo percorso di formazione, il dottor Simba partecipa anche ad attività di insegnamento e condivisione delle competenze con altri medici in formazione, ad esempio attraverso lezioni dedicate alla gestione delle ustioni acute. Per chi aspira a diventare chirurgo plastico nella regione, si tratta di un tema particolarmente rilevante: sia le ustioni sia le malformazioni come la labiopalatoschisi richiedono interventi chirurgici essenziali e rappresentano casi che i futuri specialisti potrebbero incontrare spesso nel corso della loro carriera.

«Siamo circa 13 milioni di persone servite da appena cinque chirurghi plastici. Ci sono tantissimi pazienti che non ricevono le cure adeguate. Si può immaginare quanto sia grande il divario. Per me è un privilegio poter seguire questa formazione.»

Chirurghi in formazione come Simba creano un vero effetto a catena nelle loro comunità, contribuendo ad ampliare l’accesso alle cure essenziali e alla chirurgia sicura. Il mentoring è infatti uno dei pilastri del lavoro di Operation Smile: i dottori Furaha e Ntirenganya stanno accompagnando la prossima generazione di chirurghi plastici. Per il dottor Simba, gli effetti di questo lavoro sono già visibili nel presente. «Il giorno dopo l’intervento rivediamo tutti i casi operati», racconta. «Controlliamo come stanno i pazienti nel periodo post-operatorio, decidiamo chi può essere dimesso e chi deve restare in ospedale e definiamo il piano per le cure successive.»
Annalisa Oliveti, infermiera e coordinatrice clinica di Operation Smile
Sono volontaria di Operation Smile dal 2008, inizialmente come Infermiera in anestesia e sala…
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