Quando la cura è fatta anche di abbracci


“Abbiamo scoperto la patologia di Aurora durante l’ecografia morfologica. Da quel momento, la nostra vita ha cambiato direzione. Eravamo spaventati, pieni di domande e con poche risposte. Poi abbiamo conosciuto una famiglia che stava già affrontando questo percorso e che ci ha parlato del Centro di Cura e Formazione di Operation Smile presso il Centro Regionale per le Labiopalatoschisi dell’Ospedale San Paolo di Milano.”

Questo è l’inizio del racconto di Federica, mamma di Aurora, nata con una labiopalatoschisi bilaterale.

Ricordo ancora la prima volta in cui siamo entrati al Centro. Ero incinta, preoccupata e un po’ in ansia, ma è bastato poco per sentirmi accolta. I medici ci hanno parlato con una dolcezza e una chiarezza che non dimenticherò mai. Non ci hanno solo spiegato la diagnosi: ci hanno rassicurato con lo sguardo, i gesti, le parole. Ho capito subito che lì non eravamo soli.

Questo mi ha aiutata ad essere serena alla nascita della nostra piccola Aurora. Sapevamo esattamente cosa ci aspettasse. I medici ci avevano preparato, passo dopo passo. A noi spettava il compito più bello: prenderci cura della nostra bambina, mentre loro avrebbero pensato al resto.

A sette mesi Aurora ha affrontato il suo primo intervento. È stato un momento delicato, ma ci siamo sentiti sempre al sicuro. Al Centro ogni bambino viene curato prima di tutto come persona, figlio, non solo come paziente. E questa attenzione fa una grande differenza.

Aurora ha creato un legame speciale con il dottore Luca Autelitano, Coordinatore clinico e chirurgo del Centro di Cura e Formazione di Operation Smile, che l’ha operata. Ogni volta che arriviamo in ospedale, corre da lui per abbracciarlo. È un gesto semplice, ma pieno di significato: nonostante le numerose visite, l’operazione e le terapie, lei si sente al sicuro. Ha imparato a vivere il suo percorso con serenità.

Oggi Aurora fa logopedia al Centro due volte a settimana, dove è seguita con attenzione e dedizione dal team della dottoressa Angela Rezzonico.

Ci aspetta ancora un percorso di cura importante, ma lei non si tira indietro. Affronta ogni tappa con forza e coraggio. Sa che ci saranno ancora degli ostacoli da affrontare, ma le ricordiamo sempre che non è sola. A scuola, ad esempio, a volte ci sono momenti difficili. Alcuni bambini le fanno notare che non sempre parla correttamente. E questo la fa soffrire. Ma noi siamo al suo fianco, così come i logopedisti del Centro, e cerchiamo ogni giorno di ricordarle che è una bambina meravigliosa e una vera guerriera.

Se potessi dire qualcosa a una mamma che sta iniziando ora questo viaggio, le direi di coinvolgere il suo bambino passo dopo passo, di spiegargli con parole semplici e chiare cosa lo aspetta. E di fidarsi. Fidarsi dei medici, perché non sono solo professionisti: sono persone che ci mettono il cuore. E sanno sostenere anche noi genitori, quando ci sembra di vacillare.

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