2026: l’anno internazionale del Volontariato per lo Sviluppo Sostenibile
Il 2026 è stato proclamato dalle Nazioni Unite “Anno Internazionale del Volontariato per lo Sviluppo Sostenibile”: un’occasione per celebrare chi dona tempo, energia e competenze mettendoli al servizio del bene comune.
I volontari di Operation Smile – medici e non – sono il cuore pulsante della nostra missione. Il loro impegno va oltre le cure immediate. Contribuisce a rafforzare i sistemi sanitari locali, generare cambiamenti concreti e impatti sostenibili. Una dedizione che ispira le nuove generazioni, porta speranza alle famiglie e crea un effetto a catena che si diffonde in ogni comunità in cui operiamo.
Dal 1982, migliaia di professionisti medici e operatori sanitari, studenti e persone provenienti da tutto il mondo dimostrano ogni giorno quanto la collaborazione e l’impegno condiviso possano trasformare la vita di chi ha bisogno di cure.
Oggi, oltre 6.000 volontari da più di 60 Paesi contribuiscono al nostro lavoro in numerose specialità: chirurghi, infermieri, tecnici biomedici, operatori psicosociali, fotografi e studenti. C’è chi assiste e cura i pazienti, chi forma il personale locale e chi sostiene progetti di ricerca, policy e sensibilizzazione. Insieme, la nostra rete globale non solo contribuisce a migliorare l’accesso alle cure, ma genera un impatto sociale duraturo, contribuendo allo sviluppo sostenibile delle comunità.
Volontari che si prendono cure delle proprie comunità
Nel 2013, il Ruanda (un Paese di circa 14 milioni di abitanti) poteva contare su appena due chirurghi plastici. Grazie alla collaborazione di Operation Smile con il College of Surgeons of East, Central and Southern Africa (COSECSA), l’Università del Ruanda e al sostegno di volontari locali e internazionali, questo numero è cresciuto nel tempo. Oggi ci sono sei chirurghi plastici e altri sono in formazione. Volontari come la dottoressa Francoise Mukagaju, prima donna chirurgo plastico del Paese, hanno scelto di dedicarsi ai pazienti del loro Paese.

“È importante per noi rimanere nel nostro Paese, metterci al servizio della nostra popolazione. Perché abbiamo visto la necessità e siamo noi ad essere chiamati per soddisfarla.” – Dr. Françoise Mukagaju
In Messico, la volontaria Dominga Díaz Hernández dedica da oltre 14 anni il suo impegno alla comunità in cui vive. Ha iniziato come traduttrice e, in seguito, ha completato gli studi e la formazione per diventare infermiera nel reparto di assistenza post-anestesia. Unendo competenze linguistiche e sanitarie, Dominga accompagna i pazienti nel delicato percorso di recupero dopo l’intervento chirurgico, assicurandosi che le famiglie si sentano comprese, rispettate e pienamente coinvolte nel processo di cura. Il suo ruolo è spesso quello di ponte tra lingue e culture, soprattutto per le famiglie che parlano lingue indigene.

“Il volontariato è la scintilla che dà energia alla mia vita. Sapere che ciò che faccio può cambiare delle vite, non solo la mia, ma anche quella di molte altre persone, è la mia più grande motivazione.” – Dominga Díaz Hernández
Volontari che formano e fanno da mentori ad altri operatori sanitari locali
Operation Smile promuove formazione e opportunità di mentorship tra volontari locali e internazionali, creando occasioni di formazione pratica in contesti dove l’accesso a un’istruzione specialistica è limitato o assente, come in Guatemala.
Qui, il mentore, chirurgo e volontario di Operation Smile, Valeri Paredes, lavora fianco a fianco con una volontaria locale, Ivania Santos, per guidare e formare i tirocinanti e contribuire a rafforzare le competenze chirurgiche nel territorio.

“Dobbiamo formare chirurghi di qualità. Non limitarci a raggiungere un certo numero per necessità, ma formare professionisti competenti, capaci di rispondere ai bisogni delle loro realtà locali, nelle loro comunità e nei loro Paesi.” – dott. Valeri Paredes
Questi percorsi offrono ai clinici locali competenze, fiducia e autonomia per affrontare interventi complessi e guidare le équipe di cura.
Oggi, circa l’86% dei volontari medici e operatori sanitari proviene dai Paesi in cui Operation Smile è presente, a dimostrazione che un impatto sostenibile nasce dalla forza delle competenze locali.
Volontari che rafforzano politiche sanitarie, ricerca e advocacy per un cambiamento sostenibile
I volontari di Operation Smile contribuiscono attivamente anche a migliorare le politiche sanitarie, la ricerca e le attività di sensibilizzazione, con l’obiettivo di rendere le cure accessibili a un numero sempre maggiore di persone, nelle loro comunità e nel mondo.
Ne è un esempio il dottor Opoku Ampomah, chirurgo plastico e volontario di Operation Smile in Ghana da 15 anni. La sua leadership ha sostenuto la formazione di équipe chirurgiche locali nel suo Paese e promosso miglioramenti duraturi nella cura delle labiopalatoschisi. Lo scorso anno ha partecipato, insieme a Operation Smile, ad un high-level meeting dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA), dedicata all’ampliamento dell’accesso alle cure chirurgiche. In quell’occasione ha condiviso l’esperienza del Ghana e ha raccontato come si è arrivati ad un Piano nazionale per chirurgia, ostetricia e anestesia (NSOAP).

“La chirurgia è un lavoro di squadra. E lo stesso vale quando si parla di ampliare l’accesso alle cure. Governi, leader locali, volontari e pazienti hanno tutti un ruolo fondamentale. La collaborazione moltiplica l’impatto e, insieme, possiamo raggiungere sempre più bambini e famiglie.” – dott. Opoku Ampomah
Volontari che seguono i pazienti nel percorso multidisciplinare
Prendersi cura di un bambino con la labiopalatoschisi significa andare oltre l’intervento chirurgico. L’assistenza completa e multidisciplinare lo accompagna in ogni fase della sua crescita: dall’alimentazione alla nutrizione, dal linguaggio alla salute orale, fino al sostegno psicologico. Operation Smile riunisce volontari locali e internazionali per formare équipe multidisciplinari capaci di offrire un supporto continuo nel lungo periodo.
I volontari condividono competenze, affiancano i professionisti locali e contribuiscono a costruire sistemi di cura che permettano ai bambini di continuare a ricevere assistenza di qualità all’interno delle proprie comunità.

Erika Bostock, logopedista sudafricana, forma i clinici locali nella terapia del linguaggio specifica per le labiopalatoschisi. “La formazione degli operatori sanitari è fondamentale per garantire che ogni intervento chirurgico sia il più efficace possibile e che bambini e famiglie ricevano il supporto giusto al momento giusto.”
In Vietnam, la dottoressa Nguyễn Thị Thanh Châm affianca alla terapia del linguaggio la formazione delle famiglie, lavorando insieme ai bambini affinché le competenze apprese in clinica possano essere praticate anche a casa. Questo approccio rafforza i risultati nel tempo e accresce la fiducia delle famiglie.

Volontari come Erika e Nguyễn rendono la cura multidisciplinare sostenibile, ampliando l’accesso ai servizi e offrendo ai bambini le migliori opportunità per crescere, imparare e costruire il proprio futuro.
Volontari che moltiplicano l’impatto della loro cura
Il lavoro dei volontari ispira nuove generazioni di leader e sostenitori, capaci di fare la differenza nelle proprie realtà e oltre. Questo effetto a catena si diffonde tra pazienti, famiglie e caregiver, dimostrando come un singolo gesto di cura può moltiplicarsi in molti altri.
Quando sua figlia Joyce è nata con una labiopalatoschisi, Nina non sapeva come prendersene cura. Grazie a Operation Smile ha ricevuto competenze e sostegno per affrontare la situazione. Oggi Nina è volontaria come operatrice di supporto psicosociale, rimanendo al fianco di altre famiglie che vivono esperienze simili alla sua.
“So cosa significa voler proteggere il proprio bambino: non per vergogna, ma per paura che possa essere ferito dagli sguardi o dai commenti degli altri”, racconta Nina. “Ma per il bene dei nostri bambini dobbiamo trovare la forza. Dobbiamo dare loro la possibilità di avere una vita migliore. Non lasciare che la paura ci impedisca di fare ciò che è meglio per loro”.
In Honduras, Angie è nata con labiopalatoschisi. Quando aveva 7 anni, ha ricevuto grazie ad Operation Smile cure complete, dalla logopedia al supporto nutrizionale e psicologico. Questo sostegno le ha dato fiducia e un nuovo obiettivo nella vita. Oggi è al terzo anno di medicina presso l’Università Cattolica dell’Honduras ed è patient advocate di Operation Smile. Volontaria insieme ai genitori, sostiene pazienti e famiglie e sogna di diventare chirurgo maxillo-facciale per cambiare la vita dei pazienti nel suo Paese.

«A volte le persone si sentono sole o provano imbarazzo. Io voglio essere quella che dice loro: “Non sei sola. Ci sono passata anch’io. Puoi farcela. Lascia che ti aiuti” – racconta Angie.
In Marocco, Aymane è nato con labiopalatoschisi. Sua madre ha viaggiato instancabilmente per garantirgli cure di qualità grazie ad Operation Smile. Oggi Aymane condivide la sua storia come patient advocate, partecipando ad eventi dell’organizzazione ed a Cleft Connect Chat, un network virtuale di supporto per chi è nato questa patologia. Sogna di diventare medico per continuare ad aiutare altri bambini, ispirato dalle cure e dalle opportunità ricevute da piccolo.
Le storie di Nina, Angie e Aymane mostrano quanto ricevere cure complete possa essere trasformativo: pazienti e famiglie che ricevono sostegno vitale crescono diventando a loro volta sostenitori e guide, rafforzando le comunità e diffondendo speranza.
Questi sono solo alcuni esempi delle tante storie di volontari e specialità che compongono la comunità di Operation Smile. La dedizione di tutti trasforma vite, nei propri Paesi e oltre, creando un effetto a catena di speranza, portando cure e opportunità.
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