Intervista all’infermiera Jackeline Nuñez del Prado

Jackeline Nuñez del Prado, infermiera boliviana, ha partecipato ad oltre 40 missioni in 16 anni. L’abbiamo incontrata in Marocco a marzo 2020 dove ci ha raccontato questi anni di volontariato con Operation Smile.


“Alcuni dicono che noi volontari aiutiamo i bambini, ma io la vedo diversamente: sono loro ad aiutarci. Ogni missione mi riempie il cuore di amore e mi rende una persona migliore.”

Jackeline Nuñez del Prado, infermiera boliviana, ha partecipato ad oltre 40 missioni in 16 anni di volontariato con Operation Smile.

Abbiamo incontrato Jackeline in Marocco, in occasione della prima missione medica internazionale tutta al femminile organizzata da Operation Smile nel 2020, prima dello scoppio della pandemia.

D Con il tuo lavoro contribuisci a cambiare la vita di questi bambini e delle loro famiglie, come ti senti ad essere parte di questo cambiamento?

R “Ad ogni missione a cui ho partecipato con Operation Smile ho ricevuto più di quanto io sia riuscita a dare. Sono esperienze straordinarie sia dal punto di vita professionale che umano.”

D Cosa provi ad aver partecipato alla prima missione medica tutta al femminile di Operation Smile?

R “Per me è meraviglioso. Sono molto felice di essere qui con queste donne straordinarie, che mettono le loro abilità professionali e il loro amore al servizio dei bambini nati con una malformazione del volto. Ringrazio Operation Smile Bolivia per avermi dato questa opportunità, ogni giorno facciamo il massimo per questi bambini.

Decidere di diventare infermiera volontaria non è facile: lasciare il proprio lavoro, la propria famiglia. Non si dona solo tempo lavorativo, ma anche tempo familiare.”

D Puoi raccontarci una storia che ti ha particolarmente colpito in questi anni?

R “Avrei molte storie!

Proprio in questa missione mi ha colpito molto una paziente, una bambina di 8 mesi nata con la labiopalatoschisi. Era insieme alla mamma e avevano affrontato un lungo viaggio a piedi e su un camion per arrivare qui. La bambina è stata dichiarata idonea all’intervento ed è stata ricoverata insieme agli altri. Quando sono entrata nella loro stanza ho offerto ai bambini presenti i giochi che avevo portato. La bambina appena mi ha visto, ha aperto le braccia, voleva essere presa in braccio. Appena l’ho presa mi ha abbracciato forte.

La madre con le lacrime agli occhi mi ha detto che era la prima volta che lo faceva, la bambina è sempre stata insicura, diffidente, le altre persone le incutevano timore. Mentre parlavamo eravamo entrambe molto emozionate. Le sue parole hanno riempito il mio cuore di gioia. Le ho raccontato che anche io ho una figlia e i giochi che ho portato sono i suoi, li ha voluti donare lei agli altri bambini. Abbiamo fatto un video con il cellulare per far vedere a mia figlia che i suoi giochi erano piaciuti molto. Questo legame speciale tra madri e figlie mi ha commosso. Mi sono sentita così fortunata ad aver vissuto quel momento ed essere parte di questa magia e di questo cambiamento. Forse lei non si ricorderà di me in futuro, ma io non la dimenticherò mai.”

D Cosa ti spinge a continuare il volontariato con Operation Smile?

R Operation Smile ha cambiato la mia vita. Mi ha dato l’opportunità di vedere le cose in maniera diversa. Non sono necessariamente io che aiuto gli altri, ognuno mi aiuta a diventare una persona migliore. Ai miei pazienti do ogni giorno lo stesso amore che ho imparato dai medici di Operation Smile. Loro sono fonte d’ispirazione per me e mi hanno incoraggiato a proseguire gli studi per diventare medico. Dietro un grande medico c’è un grande infermiere – mi hanno detto – ed io sono contenta perché posso essere entrambi.

Ringrazio Dio di fare parte di una Fondazione che amo profondamente, e sarò sempre grata di contribuire alla magia di creare sorrisi nella vita dei pazienti. Devo tutto ad Operation Smile.”

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