DALLE MISSIONI INTERNAZIONALI AI CENTRI SMILE HOUSE: IL RACCONTO DI SERGIO MARROCCO

Il Dottor Sergio Marrocco, odontoiatra, specialista in ortodonzia, fa parte di Operation Smile da circa 20 anni. Qui racconta il percorso di questi anni: dalle missioni internazionali al suo ruolo presso il Centro Smile House di Roma.


È molto importante seguire i bambini con labiopalatoschisi dalla nascita, prima della chirurgia primaria, fino all’età adulta. Il percorso è lungo e impegnativo, ma i loro sorrisi sono la soddisfazione più grande che si possa ricevere.”

Abbiamo incontrato il Dottor Sergio Marrocco all’Ospedale San Filippo Neri di Roma, da queste prime parole trapelano l’amore e la dedizione verso il suo lavoro.

A lui dobbiamo centinaia di sorrisi, costruiti in anni di missioni all’estero e di lavoro presso la Smile House di Roma, dove segue i pazienti nel percorso di cure ortodontiche e nel coordinamento dei programmi di prevenzione e cure odontoiatriche.

Nel 2007 ho partecipato alla mia prima missione in Giordania e la bellissima esperienza ha suscitato in me un grande entusiasmo. Successivamente nel 2009 sono stato a Guwahati, nell’Nord Est dell’India, vicino al confine con il Nepal: è stata senza dubbio la missione più impegnativa e che ha avuto l’impatto più forte dal punto di vista emotivo, non potrò mai dimenticarla.

Negli anni seguenti ho partecipato ad altre missioni in Brasile, nelle Filippine, in Mozambico e Marocco, queste ultime nell’ambito del progetto “Sistema Paese in Movimento” in collaborazione con la Marina Militare Italiana, e in Nicaragua”, racconta il Dottor Marrocco, Responsabile dell’area odontoiatrica di Operation Smile Italia Onlus.

Essendo specializzato in ortodonzia, ho cercato di capire e approfondire le diverse problematiche legate alla labiopalatoschisi. Molte sono le criticità che coinvolgono, oltre all’ortodonzia, anche altre branche dell’odontoiatria: prevenzione e igiene del cavo orale, pedodonzia, chirurgia orale, parodontologia, riabilitazione protesica e implanto-protesica. Da qui nasce l’importanza di un team specialistico, certamente in ambito ortodontico ma anche odontoiatrico. È fondamentale, infatti, seguire, durante la crescita, tutte le varie fasi della dentizione e dello sviluppo dell’apparato stomatognatico, per poter monitorare i piccoli pazienti a 360 gradi dall’infanzia, fino all’età adulta.”

Sergio Marrocco visita un paziente al Centro Smile House di Roma. Foto: Margherita Mirabella

Nel corso degli anni il Dottor Marrocco ha dato vita ad un gruppo di volontari di Operation Smile, in ambito odontoiatrico e ortodontico, con l’obiettivo di condividere iniziative ed idee e confrontarsi sulle buone pratiche da seguire nel trattamento dei pazienti nati con malformazioni del volto.

Dal momento di costituzione della prima Smile House a Milano, nel 2011, lo sviluppo di un percorso prettamente ortodontico nei bambini affetti da labiopalatoschisi ha avuto maggior impulso e linfa vitale”, ci dice.

“Il ruolo dell’odontoiatra nel Centro Smile House è molto diverso dal contesto della missione internazionale”, spiega il Dottore. “Nel Centro l’arco temporale di presa in carico del paziente è molto lungo e sono necessarie competenze più specialistiche. Le competenze ortodontiche sono le più importanti in quanto bisogna seguire tutto lo sviluppo e la crescita cranio- facciale del piccolo paziente dalla nascita fino all’età adulta.

Già dalla nascita, infatti, il neonato è spesso preparato all’intervento chirurgico grazie all’applicazione del NAM (Nasal alveolar Molding), un dispositivo in grado di guidare a livello della schisi la crescita dei tessuti duri e molli del palato, dell’alveolo, del labbro e del naso.”

Un aspetto fondamentale dell’approccio di Operation Smile è caratterizzato senza dubbio dalla multidisciplinarità, grazie alla quale tutti gli specialisti impegnati nel percorso di cura, ognuno per le proprie competenze possono e devono confrontarsi continuamente sui trattamenti dei singoli pazienti.

“La capacità di lavorare in team con gli altri specialisti è fondamentale, è alla base di tutto.”

Un momento di confronto tra specialisti. Foto: Margherita Mirabella

E conclude: “I pazienti restano in cura nei Centri per molti anni con terapie a volte complicate.  È necessario che i percorsi terapeutici siano condivisi con gli altri centri di riferimento, sia in Italia che all’estero, con un costante dialogo e confronto tra tutti i componenti dei team presenti nei vari centri.”