La piccola Abighel e il coraggio di una zia

Questa è la storia di una zia disposta a superare qualsiasi ostacolo pur di garantire le cure necessarie alla sua nipotina nata con la labiopalatoschisi.


Questa storia ci è stata raccontata da Veronica, zia di Abighel nata in Moldavia il 6 marzo 2018 con labiopalatoschisi monolaterale.

Mio fratello e mia cognata avevano visto in ecografia il taglietto sul labbro, ma alla nascita hanno scoperto che era coinvolto anche il palato. Abbiamo provato gioia, paura e dolore.

Quando ho visto mia nipote in foto mi sono sentita spaventata e impotente, ma allo stesso tempo decisa a fare tutto quello che potevo per darle una vita come meritano tutti bambini.

Mio fratello e mia cognata non potevano permettersi un intervento in Moldavia dove oltretutto non esiste nessun Centro specializzato nella cura delle labiopalatoschisi. Così ho promesso loro che li avrei aiutati a tutti costi. Siamo una famiglia modesta e umile, ma molto unita.

Ho parlato con mio marito perché insieme dovevamo riuscire a trovare il modo per far sì che Abighel venisse operata in Italia. Abbiamo chiesto un prestito e poi abbiamo iniziato a cercare informazioni per l’intervento chirurgico.

Il primo tentativo è stato un buco nell’acqua perché proprio appena prima dell’operazione, dopo aver già viaggiato dalla Moldavia, dopo aver pagato i biglietti aerei ed essere arrivati ad un passo dalla meta, un problema burocratico ci ha costretti a fermare tutto.

Io guardavo il piccolo volto ignaro e sorridente di Abi, che aveva già sette mesi e non aveva ancora risolto il suo problema: sembrava un incubo, non sapevo da dove cominciare di nuovo. Ma avevo già giurato a me stessa che avrei fatto di tutto, che non mi sarei rassegnata. E sapevo che Dio mi avrebbe aiutata.

Poi ho avuto l’idea di passare a una vicina sede di Emergency, dove una ragazza gentilissima mi ha aiutato a cercare il Centro giusto per curare Abighel. Era un lunedì. Il mercoledì seguente ci aveva già messo in contatto con la Smile House di Milano e loro ci aspettavano per una visita. Sentivo nel mio cuore che le mie preghiere erano state esaudite, le cose stavano girando nel modo giusto!

Veronica con la piccola Abighel prima dell’intervento.

Della prima visita in Smile House ricordo la sensazione che provai: la stessa di quando sei disperata e improvvisamente ritrovi il sorriso.

Ci siamo sentiti subito a nostro agio, l’accoglienza è stata stupenda.

Del Dottor Autelitano ricordo la professionalità con cui ci ha illustrato tutto, ma in particolare i suoi occhi, così umani e trasparenti. Ci ha detto che avrebbe curato Abighel e che non ci dovevamo preoccupare. Con la caposala Ornella abbiamo sbrigato le pratiche burocratiche e poi siamo tornati a casa.

Mi sembrava di volare!

A gennaio 2019 abbiam fatto il prericovero e il 19 marzo 2019 Abighel è stata operata. Ricordo perfettamente quella mattina in cui abbiamo affidato la nostra bambina sorridente agli anestesisti e aspettato che uscisse dalla sala, tra gioia e trepidazione.

Alle 12,30 il Dottor Luca ci ha portato la notizia che attendevamo: l’intervento era andato benissimo. I primi giorni la nostra piccolina era dolorante, io spesso la accompagnavo a fare le medicazioni in reparto e la stringevo per confortarla.

Oggi Abighel e i suoi genitori si sono trasferiti in Italia. Lei parla ed è una stupenda, dolcissima bimba di tre anni. Ha due genitori che l’adorano e una zia che farebbe di tutto per lei.

Penso che la famiglia sia sempre un’ancora di salvezza. Nel nostro caso essere tutti uniti e vicini ci ha aiutato a superare le difficoltà e trovare sempre la forza per andare avanti.

Abighel oggi durante una visita di controllo alla Smile House di Milano.

Se ripenso al nostro cammino mi sento solo di dire un enorme grazie a tutti, al Dottor Autelitano e alla sua équipe. Le mie preghiere vanno a loro, perché possano continuare a curare i bambini nati con una malformazione del volto come mia nipote.