Ogni volta un’emozione nuova

Laura Boldrini, infermiera di reparto, racconta il suo coinvolgimento nei progetti in Italia della Fondazione Operation Smile Italia Onlus.


Ho iniziato questa avventura fin dal primo Weekend Clinic, quando nel 2017 la Fondazione Operation Smile Italia Onlus ha avviato all’Ospedale San Filippo Neri la Smile House di Roma.  Per me che lavoro in questo ospedale da 20 anni è stato semplice aderire ad un progetto meraviglioso come questo, che dona sorrisi a tante famiglie.

Laura Boldrini, infermiera di reparto, volontaria della Fondazione e collaboratrice del progetto Smile House, racconta la sua esperienza nei nostri progetti in Italia.

Il Weekend Clinic – un intero weekend durante il quale siamo tutti al lavoro per operare i pazienti che hanno più urgentemente bisogno di un intervento chirurgico – è un momento di grande gioia, ma anche molto impegnativo. È un lavoro di équipe che vede coinvolte tante figure professionali diverse, ma tutte unite per uno scopo unico: donare sorrisi.

Il venerdì, quando i pazienti arrivano per il ricovero accompagnati dai genitori, l’emozione è sempre molto forte: stanno per fare il grande passo, stanno per iniziare un nuovo cammino. E io ho la fortuna di essere testimone di un momento così importante per la loro vita.

Non avverto la stanchezza delle tante ore trascorse all’interno dell’ospedale, non avverto sofferenza, ma solamente voglia di dare e di fare con umanità. È anche vero che dopo tante ore, magari la stanchezza un pochino si fa sentire, ma dura poco: l’abbraccio e lo sguardo di una madre sanno sempre ridarmi la carica.

Lo spirito del volontario è anche questo: donare senza limiti e nutrirsi di quello che si riceve, a volte anche solo un sorriso o uno sguardo di gratitudine.

Non ci sono parole per descrivere la gioia che si prova nel veder nascere un nuovo sorriso sul volto di un bambino e, di conseguenza, sul volto di una famiglia intera.

Laura e Gianluca con una paziente. Foto: Margherita Mirabella

Essere volontario è rinascere ogni volta davanti ad un intervento riuscito al meglio, riempirsi di gioia stringendo la manina di un bambino dopo averne calmato il pianto, o dopo aver rassicurato una madre tesa, durante la sua notte più lunga, ed essere riuscita a farla assopire tranquillizzandola con un “ci sono qui io”.

Essere volontario è sapere che un giorno quel bambino si guarderà allo specchio, racconterà la sua storia e parlerà anche di te e del percorso che anche tu l’hai aiutato a compiere.

Questo fa parte di tutto quello che racconto alla mia famiglia e ai miei amici quando torno a casa da un Weekend Clinic, quando mi guardano e mi chiedono: ma non sei stanca?

La mia risposta è no, o forse sì, ma più di ogni altra cosa sono felice di aver donato parte della mia vita, del mio tempo, della mia professione a chi ne aveva bisogno.

Perché la domanda deve essere sempre la stessa: posso aiutare in qualche modo?

Laura con una famiglia. Foto: Margherita MIrabella

Credo che il valore aggiunto di Operation Smile sia proprio questo: un approccio mirato a portare aiuto senza limite, donando la propria professionalità con il cuore per il bene di chi ne ha bisogno.