Dalle missioni internazionali ai progetti in Italia: i racconti dei nostri infermieri

Debora, Filomena, Gianluca e Roberta, alcuni dei nostri infaticabili infermieri, ci raccontano la loro esperienza di volontari, all’estero e in Italia.


Alcuni di loro hanno partecipato alle missioni in giro per il mondo, altri ai progetti in Italia, i nostri infermieri sono davvero infaticabili.

In occasione dell’Anno Internazionale dell’Infermiere e dell’Ostetrica – dichiarato per il 2020 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – abbiamo chiesto loro di parlarci della scelta di diventare volontari e di raccontarci la loro esperienza con noi.

Debora Rastelli, infermiera di sala operatoria, ha iniziato il suo percorso da volontaria nel 2013 e non ha più smesso.

“Due sono i motivi che mi hanno spinto a diventare volontaria di Operation Smile: la curiosità nata dai racconti di una mia collega e il desiderio di contribuire, con il mio lavoro, a migliorare la vita di chi è stato meno fortunato di me.”
Ad oggi Debora ha partecipato a 11 missioni e ogni volta che arriva in un Paese si rende conto del grande impatto che l’attività di Operation Smile ha sulle popolazioni. “La presenza costante sul territorio è senza dubbio il valore aggiunto di questa Organizzazione. È sempre un punto di riferimento per la gente del posto.”

Il suo ruolo durante una missione medica è molteplice, come ci racconta lei stessa: “Oltre ad allestire la sala operatoria prima degli interventi collaboro con l’anestesista per addormentare e risvegliare i pazienti. La fase dell’induzione è spesso molto delicata, quindi è importante mettere al servizio dell’anestesista e del paziente conoscenza e professionalità.”
Filomena Di Marco, dopo 15 missioni, ci racconta che ogni volta resta colpita dall’impegno di tutti, sempre disposti a dare il massimo delle loro energie. “La cosa più difficile, alcune volte, può essere la comunicazione; la cosa più facile è lasciarsi andare nel lavoro di équipe ed essere sempre propositivi e risolutivi. In missione ci si accorge di quanto possiamo essere professionali anche con poco.”

Debora in Nicaragua. Foto: Marc Ascher

Oltre alle missioni all’estero, i nostri infermieri sono impegnati nelle attività che la Fondazione porta avanti in Italia.

Gianluca Obino, infermiere dell’Ospedale San Filippo Neri, è una delle colonne portanti dei della Smile House di Roma durante i Weekend Clinic, ovvero i weekend durante i quali la nostra squadra opera i pazienti.
Lui adora i bambini e loro adorano lui. È una delle figure di riferimento sia per i nostri piccoli pazienti che per i loro genitori.

“Ho partecipato a 23 Weekend Clinic e ogni volta mi colpisce la bellezza dei sorrisi dei bambini che operiamo. Il momento più difficile per me è accompagnare i piccoli in sala operatoria, separarli seppur momentaneamente dai genitori visibilmente emozionati e un po’ timorosi pur sapendo che i propri figli sono in ottime mani. Il momento più bello, invece, è andare a prenderli dopo l’intervento per riportarli dai propri cari. C’è sempre molta commozione nell’aria”, ci racconta.
Gli fa eco Roberta Romanelli: “Da quando abbiamo iniziato la bellissima esperienza dei Weekend Clinic alla Smile House di Roma non sono mai mancata. Resto sempre piacevolmente colpita dalla forte motivazione con cui affrontiamo il giorno degli interventi. Nonostante sia molto faticoso, è un momento che ci rende tutti molto felici. I pazienti sono al centro dell’attenzione di tutti e ognuno di noi dà un prezioso contributo, non solo a livello professionale, ma anche a livello umano e psicologico. Ci sentiamo parte di una grande famiglia: pazienti, genitori e operatori. Questa per me è una sensazione bellissima, sono onorata di far parte di questa realtà e spero di continuare a lungo.”

Dalle loro parole traspare tutta la passione e l’orgoglio di essere tra quanti contribuiscono a cambiare il destino di un altro essere umano.

Gianluca con una paziente. Foto: Margherita Mirabella

L’importantissimo lavoro dei nostri infermieri va senz’altro celebrato. Lo abbiamo fatto durante quest’anno a loro dedicato e continueremo a farlo sempre, perché siamo veramente fieri di loro.