Un impatto che dura nel tempo: intervista alla volontaria Salmah Kola

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La prima volta che ha sentito parlare di Operation Smile, Salmah Kola non avrebbe mai pensato di diventarne, un giorno, un membro così attivo e importante.
Guardava in TV un programma su una missione in Madagascar. Ricorda di essere rimasta impressionata nel vedere quella folla di gente accorsa per un’operazione chirurgica e nello scoprire quanto aiuto potesse portare una missione di soli 10 giorni.

All’epoca Salmah era ancora una studentessa. Fu alla fine dei suoi studi come logopedista che un suo collega, già volontario di Operation Smile nel loro Paese, il Sudafrica, le parlò dell’ultima missione alla quale aveva partecipato, in Ruanda, narrando storie e raccontandole dell’enorme impatto che ogni missione è in grado di portare alla salute globale di ogni Paese.

“Mi sono iscritta immediatamente – ricorda Salmah. Poco tempo dopo sono partita per il Congo e da quel giorno non sono più tornata indietro”.

Quella decisione ha cambiato la sua vita.
Nei suoi otto anni da volontaria, Salmah è già stata in Ghana, Malawi, Congo, Madagascar e Paraguay, ma non ha alcuna intenzione di fermarsi.

Recentemente l’abbiamo intervistata per sapere un po’ di più riguardo al suo lungo coinvolgimento con Operation Smile. Queste sono le sue parole.

Come hai deciso di impegnare così tanto del tuo tempo e delle tue energie per Operation Smile?

Collaborazione e ancora collaborazione!
Prima non avevo mai lavorato in un contesto nel quale un gruppo di persone che vengono da ogni parte del mondo e che non si conoscono si incontrano in un luogo per lavorare insieme, e in maniera così efficace, per un breve lasso di tempo. La mia cosa preferita durante le missioni è senza dubbio il lavoro di gruppo. Ogni membro del gruppo è importante e si condivide tutto. E poi ci sono i volontari locali, che fanno in modo che ogni suggerimento, ogni nuova metodologia, tutto quello che facciamo venga memorizzato e utilizzato in futuro. Operation Smile offre un supporto a 360° al paziente. Già il fatto di includere i logopedisti come me la dice lunga su questo e sull’importanza di mettere al centro il paziente.

Qual è l’importanza del logopedista per i pazienti?

È un ruolo molto importante perché si occupa di una grande varietà di aspetti, dalla nutrizione alla capacità di parlare, al miglioramento del linguaggio a tutte le età. Ad esempio, problemi di nutrizione sono molto comuni in bambini piccoli affetti da labiopalatoschisi. Questo chiaramente è un problema per i bambini e un disagio anche per i genitori, che si sentono inadeguati. Molti dei pazienti che vediamo vengono da famiglie povere che non possono permettersi biberon specifici, oppure non possono comprare il latte in polvere. Perciò noi offriamo soluzioni specifiche per situazioni di questo tipo. È molto importante anche il lavoro che i volontari locali continuano a fare sui pazienti anche dopo la fine della missione e che segue i bambini con speciali programmi di nutrizione.

Inoltre, problemi nel linguaggio sono spesso associati a situazioni di bullismo. I bambini che ne sono affetti sono spesso esclusi dai coetanei e rischiano di finire chiusi in casa. Anche dopo l’intervento chirurgico hanno bisogno di un aiuto per recuperare le lacune nel linguaggio e noi forniamo aiuto alle loro famiglie, consigliando degli esercizi da fare anche a casa. Scriviamo anche lettere alle scuole per spiegare agli insegnanti come prendersi cura degli alunni con questi problemi.

In alcuni dei Paesi dove ho lavorato la figura del logopedista non esiste. Questo è un altro motivo per cui Operation Smile è così importante: senza di noi alcuni pazienti potrebbero non avere mai accesso a questo importantissimo genere di cure.

Credi che collaborare con Operation Smile abbia avuto un impatto sulla tua professionalità?

Dico sempre che benché andare in missione voglia dire portare aiuto agli altri, un aspetto importante è anche quello che noi volontari riceviamo in cambio. Io sono senza dubbio migliorata molto nel mio lavoro grazie a tutte le missioni che ho fatto e alla varietà di casi che ho trattato. Ho anche imparato moltissimo dai colleghi di ogni parte del mondo che ho potuto incontrare, e ho anche guadagnato qualche caro amico. Oltre al lavoro in sé, sono migliorata anche a livello organizzativo. Quando in missione hai oltre 100 pazienti al giorno non puoi certo rinunciare all’efficienza!
Ma l’importanza maggiore ce l’ha l’impatto umano. Mi sono resa conto di poter essere una piccolissima parte di un enorme ingranaggio e sono onorata di lavorare con professionisti di ogni parte del mondo che credono in me.

C’è un caso particolare al quale sei più legata?

Da quando mi sono specializzata anche in consulenza per l’allattamento, spesso le storie che più mi colpiscono sono quelle relative a casi di bambini malnutriti. Le loro famiglie spesso hanno bisogno di consigli e assistenza. Mi sono anche resa conto di quanto le mamme siano disponibili l’una con l’altra e trovino sempre il modo di aiutarsi reciprocamente, nell’allattare, nel darsi consigli, nell’offrire una spalla su cui piangere. Momenti come questi mi fanno ritrovare la fiducia nell’umanità.

Hai partecipato a corsi di formazione con Operation Smile? Pensi che siano importanti?

Come ho già detto, la collaborazione è un tema ricorrente in Operation Smile e dalla collaborazione deriva la capacità di migliorarsi nel lavoro e come essere umano. Tutte le missioni cui ho partecipato prevedevano una parte di formazione, che è importante tanto quanto la chirurgia stessa. Permettendo allo staff locale di imparare, ci assicuriamo che le cure proseguano anche dopo la fine della missione medica. Formazione vuol dire dare valore anche alla sostenibilità. Io amerei poter andare negli stessi luoghi ogni anno, ma mi rendo conto che la cosa più importante è formare lo staff locale così che siano loro stessi a curare i pazienti, anche in nostra assenza.

Lo scorso novembre sei anche stata ad un meeting internazionale al quartier generale di Operation Smile negli Stati Uniti. Com’è stata quell’esperienza?

È stata interessantissima, formativa e anche molto divertente. Abbiamo discusso di temi anche complessi che a volte sono difficili da affrontare via mail o telefono. Abbiamo condiviso le nostre esperienze e fatto piani per il futuro. Tutto questo è molto importante per garantire sempre le migliori cure ai nostri pazienti. Una delle cose più belle di Operation Smile è proprio il costante migliorarsi perché curare le malformazioni al volto non vuol dire solo avere un impatto sull’estetica, ma migliorare il corso di una vita intera.