L’importanza di disegnare sorrisi

Per i primi 14 anni della sua vita, Anas ha creduto che la cicatrice sulla sua bocca fosse il risultato di una caduta da bambino. Poi ha scoperto la verità.

La verità era che lui, nato con una labioschisi monolaterale, era stato operato quando aveva appena due mesi di vita, ma l’intervento non aveva dato i risultati sperati: aveva lasciato Anas con evidenti cicatrici ed una deformazione al labbro superiore.

Nel tentativo di proteggerlo dallo stigma di esser nato con una malformazione, i suoi genitori avevano preferito tenergli nascosta la verità e fargli credere che fosse caduto.

Ma, pur tra le attenzioni di genitori amorevoli, Anas era spesso oggetto delle derisioni degli altri bambini. Un bullismo che, come ci ha raccontato, ha contribuito a forgiare il suo carattere forte e determinato, ma che gli ha anche causato molta sofferenza.

Solo quando è arrivato all’età di 14 anni i suoi genitori hanno scoperto dell’esistenza di Operation Smile Marocco – il Paese nel quale vivono – e della possibilità che avevano, tramite l’Organizzazione, di offrire al loro figlio un’operazione sicura e gratuita in grado di cambiare il corso della sua vita. Solo allora Anas ha saputo la verità sulla ferita sul suo labbro.

Anas con il pediatra volontario Dott. Najib Jilali nel 2013. Foto di Anas.

La tensione del viaggio che lo ha portato alla missione per correggere gli effetti del primo intervento si è spezzata quando ha incontrato gli altri pazienti. Mai prima di allora Anas aveva visto altre persone affette da labioschisi o palatoschisi. Ed è stato in quel momento che ha capito che la sua forza di carattere e il suo coraggio potevano essere utili anche agli altri. Lì ha deciso che doveva essere più di un semplice paziente.

Anas oggi. Foto: Ambra Marengo

Nel 2013 Anas è stato sottoposto all’ultimo intervento, poi ha conseguito la laurea in psicologia e fatto volontariato per molte organizzazioni, occupandosi per lo più di orfani e bambini affetti da autismo.

Oggi è tirocinante in un ospedale e sta studiando per diventare un Child Life Specialist per Operation Smile Marocco, così da usare la sua laurea in psicologia per alleviare le tensioni e le preoccupazioni dei pazienti e delle loro famiglie.

Guarda me. Tuo figlio sono io!”. Questo è quello che dice ai genitori nervosi che vedono i loro figli entrare in sala operatoria. Racconta loro il suo percorso di guarigione, il bullismo subito, le derisioni. Momenti difficilissimi della sua vita che però non hanno ostacolato la sua strada verso la salute e verso un lavoro importante per l’intera comunità.

Oggi Anas si dedica completamente ai nuovi pazienti.

Per loro è un nuovo inizio – ci dice – che dà sicurezza e speranza. È un dono che non ha prezzo. È una vita completamente diversa, proprio come è stato per me. Che in Marocco ci sia un’organizzazione come Operation Smile è fantastico e io sono orgoglioso di poter fare la mia parte, di contribuire anche io a disegnare nuovi sorrisi”.