In prima persona per aiutare gli altri: il volontario Giuseppe Lupi

Con noi da 10 anni, ha partecipato a 17 missioni mediche internazionali. L’anestesista Giuseppe Lupi, rientrato dall’Egitto, riflette sul suo impegno da volontario.


“Ormai ho maturato una certa esperienza, ma ogni volta rimango colpito dall’enorme organizzazione che sta dietro ad ogni missione.”

Il Dottor Giuseppe Lupi, anestesista, è un volontario della Fondazione Operation Smile Italia Onlus dal 2011. Ad oggi ha partecipato a 17 missioni mediche internazionali.

“La decisione di diventare un volontario è arrivata in un momento particolare, dopo che mio figlio, di appena 40 giorni, era stato dimesso dalla rianimazione per un problema piuttosto serio. In quel momento ho detto a me stesso che dovevo fare qualcosa in prima persona”.

Ha visto uno spot in TV e ha capito che il suo posto era in Operation Smile. Da quel momento, una volta ottenuto l’accreditamento con la nostra organizzazione, il Dottor Lupi non ha mai smesso di essere uno dei nostri.

“Quando torno a casa sono stanco ma entusiasta del lavoro svolto perciò racconto sempre molte cose alla mia famiglia, sia sugli interventi che sui colleghi di ogni parte del mondo con cui ho familiarizzato. In missione faccio sempre molte amicizie perché l’atmosfera è molto amichevole, ti fa sentire a tuo agio.”

Quale pensi sia il punto di forza di Operation Smile?

Il punto di forza sta nel fatto che Operation Smile offre un approccio completo alle malformazioni di labbro e palato. Infatti considera non soltanto l’intervento chirurgico, ma anche la logopedia e le altre necessità di una persona affetta da una malformazione al volto come la labiopalatoschisi. Dunque si tratta di un approccio multispecialistico che permette di recuperare non solo l’assetto estetico, ma anche quello funzionale, che anche se è meno visibile è altrettanto importante.”

Sei rientrato da Aswan, in Egitto, dove hai partecipato alla tua più recente missione. Cosa ti ha colpito di più?

“Mi ha colpito Haneen, una bambina di 4 anni. Sveglissima. Da piccola era stata operata al labbro in un ospedale del Cairo (non attraverso Operation Smile). Un buon intervento. Più tardi era stata operata anche al palato, ma lì qualcosa non ha funzionato tanto che presentava una voce molto nasale. Per questo aveva difficoltà a farsi capire quando parlava e – come mi hanno raccontato i suoi genitori – gli altri bambini la emarginavano.”

“Già lo scorso anno Haneen e i suoi genitori erano venuti alla nostra missione, ma la piccola aveva dei problemi e non è stato possibile operarla.”

“Quest’anno hanno saputo della missione di Aswan e sono partiti. Per arrivare ci sono volute 14 ore di treno.

“Per fortuna questa volta è andata bene. Haneen è stata operata al palato e l’intervento di ricostruzione è andato benissimo. Ora sarà seguita anche nella logopedia e questo per lei vorrà dire non soltanto riuscire a parlare meglio e a farsi capire bene, ma anche ad avere una vita di relazione più facile, senza più esclusioni e derisioni da parte degli altri bambini.

Questo è senza dubbio ciò che mi rende più felice, che mi fa capire l’importanza del mio impegno e di tutte le missioni di Operation Smile, senza le quali bambine come Haneen non avrebbero la possibilità di essere curate.

Che aggiungere? Sono pronto per la prossima missione!”