IN MISSIONE CON OPERATION SMILE PER DONARE SORRISI

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Giuseppe Lupi è anestesista e volontario della Fondazione Operation Smile Italia Onlus dal 2008.

La missione medica a Santo Domingo, nella Repubblica Dominicana, che si è svolta dall’8 al 16 marzo scorso, è la 14ma alla quale ha partecipato. Durante la missione sono stati visitati 140 pazienti nati con malformazioni al volto e di questi più di 100 sono stati operati. Operation Smile è presente nel Paese dal 2009.

“La mia avventura con Operation Smile è iniziata con una missione internazionale in India nel 2011; da allora un paio di volte all’anno dedico parte delle ferie a missioni internazionali con questa fantastica organizzazione in qualità di anestesista.

Nel mese di marzo mi sono recato in missione a Santo Domingo, la mia 14° missione con Operation Smile. Non è mai facile riuscire a combinare le proprie ferie con una missione internazionale poiché non sempre il proprio tempo libero coincide con posizioni vacanti per eventuali missioni.

Cerco sempre di dare la disponibilità per numerose missioni in periodi dell’anno in cui prevedo di avere del tempo a disposizione, in modo da aumentare la probabilità di essere reclutato.

Quando ho ricevuto la comunicazione di essere stato inserito nell’elenco dei volontari per la missione in Repubblica Dominicana sono stato pervaso da un profondo senso di eccitazione e felicità; inoltre, sarei partito insieme ad altri 5 volontari italiani!

Eravamo 3 anestesisti (io, Roberto e Laura) e 3 infermiere (Tecla, Rossella e Cinzia). Ci siamo incontrati a Madrid poiché io arrivavo da Milano, Roberto da Torino e Laura, Rossella, Tecla e Cinzia da Roma.

Nonostante molti di noi non si erano mai incontrati prima abbiamo trovato subito grande sintonia. Da questo momento abbiamo passato gran parte del tempo insieme sia in sala operatoria che al di fuori dell’Ospedale. Giunti a destinazione ci siamo incontrati con gli altri volontari, è sempre piacevole fare nuove conoscenze oppure rincontrare persone che hai conosciuto in missioni precedenti.

Durante la missione a Santo Domingo sono stati visitati circa 140 pazienti e ne sono stati operati 102, gran parte dei quali erano bambini anche molto piccoli. La maggior parte degli interventi erano al palato, più lunghi e con maggiori rischi di complicazioni rispetto agli interventi al labbro. Le giornate lavorative sono state molto lunghe (12 ore e a volte 13 ore di lavoro al giorno). Tornare in albergo dopo una giornata faticosa e condividere una cena veloce con gli amici prima di andare a riposare è un momento piacevole, soprattutto se non ci sono stati problemi e tutto è andato per il meglio.

Il secondo giorno di lavoro nel blocco operatorio un collega canadese ha dovuto gestire una grave problematica respiratoria in un bimbo piccolo al termine della procedura chirurgica, tanto che è stato poi necessario trasferire il bambino nella Terapia Intensiva di un ospedale limitrofo. Per fortuna dopo due giorni è stato dimesso senza alcuna complicanza e questo ha fatto recuperare il buon umore a tutti.

Il momento che mi commuove maggiormente durante la missione è osservare la gioia dei genitori quando vedono i propri figli al termine dell’intervento chirurgico. Pensare che con il nostro impegno possiamo donare un sorriso ai bambini nati con una malformazione al volto e ai loro genitori ti ripaga della fatica per le lunghe giornate di lavoro.

Una volta terminata la missione è bellissimo tornare a casa, riabbracciare i propri familiari e riprendere le proprie abitudini. Quando sono fuori mi manca molto la mia famiglia, nonostante questo non vedo l’ora di partire per una nuova avventura e rivivere queste fantastiche emozioni.”