EFFICIENZA E CUORE: LE DUE ANIME DEL VOLONTARIO

«Quando tieni tra le braccia un bambino nato con una malformazione al volto, un bambino che non ha altre opportunità di essere curato se non affidandosi al tuo intervento, un bambino la cui famiglia ha atteso il tuo arrivo per mesi, a volte per anni, un bambino che ora ha finalmente l’opportunità di tornare alla vita… È in quel momento che comprendi il valore di tutta la missione.»

Era il 2008 quando Annalisa Oliveti, infermiera specializzata in anestesia con oltre 30 anni di carriera alle spalle, è partita per la sua prima missione internazionale come volontaria della Fondazione Operation Smile Italia Onlus. Qualche mese prima ad un congresso di anestesia pediatrica la Professoressa Marina Sammartino, già anestesista volontaria di Operation Smile, le aveva parlato di un’esperienza in grado di cambiare una vita. Giusto il tempo di preparare i documenti necessari e Annalisa era già in Giordania come infermiera di sala risveglio.

Ad attenderla, bambini, giovani e adulti con la speranza di un futuro migliore, di una vita diversa che alla nascita non era stata loro concessa. L’impatto di quella prima volta in Giordania è stato così forte e toccante che Annalisa ha sentito la necessità di non fermarsi lì.

A quella missione ne sono seguite tante altre, in Italia e in molte altre parti del mondo. Annalisa in questi anni ha partecipato a 22 missioni e la sua esperienza così completa l’ha portata a diventare Coordinatrice Clinica di Missione. È lei a contattare le infermiere internazionali e locali per conoscere la loro esperienza in modo da poter pensare ad una organizzazione sul posto, lei a partecipare a riunioni su Skype fra gli organizzatori ed i volontari responsabili delle diverse aree: anestesiologica, chirurgica, infermieristica.
Il suo lavoro inizia ben prima della partenza.

Infatti, ci vogliono settimane per raggruppare i giusti volontari, creare turni di lavoro ottimali, pianificare gli interventi a partire da stime spesso imprevedibili sul numero di pazienti che arriveranno sul luogo.

«Il segreto della riuscita di una missione consiste in una perfetta organizzazione, oltre all’impegno instancabile di volontari e organizzatori. Operation Smile è stata tra le prime entità ad abbracciare il progetto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’accesso ad una chirurgia sicura e di qualità in tutti i Paesi nei quali opera. Questo, naturalmente, se da una parte garantisce un altissimo livello di sicurezza a tutti i pazienti, dall’altra richiede uno sforzo colossale in ogni momento di ciascuna missione.»

È per questo che Annalisa, così come gli altri responsabili di ciascun settore, nonché tutti i volontari e lo staff coinvolto, ha un unico obiettivo: studiare ogni dettaglio così da poter affrontare e superare tutti quegli imprevisti che, inevitabilmente, si presentano ogni volta. Dai medicinali fermi alla dogana agli ospedali che non soddisfano gli standard di sicurezza, i problemi di una missione possono essere moltissimi.

«Al mio rientro colleghi e conoscenti sono spesso stupiti dall’alto numero di interventi chirurgici, visite e cure dentarie, di logopedia e nutrizione che riusciamo ad eseguire durante ogni missione. Come ci riusciamo? Grazie ad una minuziosa organizzazione e all’instancabile e preziosissimo contributo di ciascun volontario in ogni momento, dalla registrazione dei pazienti, agli alloggi, ai pasti, fino alla dimissione.»

Tutti questi calcoli e quest’efficienza portano però ad un risultato che non ha niente a che fare con i numeri: portano ad emozioni uniche, specialissime ed irripetibili.
«Durante le missioni sono un’infermiera ed una coordinatrice, ma sono anche amore, compassione, umanità. Sono le braccia che tengono un bambino quando si sveglia, magari spaventato, dopo l’intervento. Sono le spalle sulle quali un genitore preoccupato si poggia nell’attesa di rivedere il figlio. Sono il cuore di tutti quanti sostengono Operation Smile in qualunque parte del mondo e fanno sì che giorno dopo giorno, anno dopo anno, possiamo portare cure efficaci e sicure anche laddove non sembrava possibile, possiamo donare una vita nuova a quanti non l’avevano neanche sperata, possiamo regalare un sorriso a chi non lo aveva mai avuto.»