Un’adozione speciale: la storia di Jana, Sangeetha e Stefano

Quando hanno deciso di formare una famiglia, Sangeetha e Stefano hanno optato per l’adozione internazionale dando la disponibilità ad accogliere bambini con patologie reversibili come la labiopalatoschisi. Questa è la loro storia.


“Mi chiamo Sangeetha, sono nata in India 37 anni fa e a cinque sono stata adottata da una famiglia italiana. Oggi abito in provincia di Brescia con mio marito Stefano e nostra figlia adottiva Jana di 7 anni, nata a Kottur, in India, proprio come me.”

Sangeetha ha sempre sentito il desiderio di rivivere, come mamma, l’esperienza dell’adozione. Quando lei e Stefano hanno deciso di formare una famiglia non hanno avuto dubbi e l’India è parsa loro la logica continuazione del loro percorso.

“La nostra intenzione era quella di dare disponibilità ad accogliere bambini con determinate patologie reversibili, quelle che ci sentivamo in grado di affrontare, come la labiopalatoschisi.”

 Nell’accettare questa patologia ha pesato anche l’esperienza di Stefano, nato con labioschisi.  Un ulteriore elemento che, in qualche modo, chiudeva il cerchio.

Jana è nata con labiopalatoschisi monolaterale completa. Il primo incontro con la bambina è avvenuto quando aveva poco meno di due anni e, almeno per Sangeetha, è stato uno shock: la piccola pesava appena sei chili, era molto magra e si temeva per le sue condizioni di salute.

“Con Stefano la piccola ha instaurato da subito un rapporto di complicità come solo le bimbe sanno fare con i papà. Il mio rapporto con Jana invece si è consolidato piano piano nel primo mese, man mano che le mie paure hanno lasciato spazio al viverla” ci racconta Sangeetha.

Sangeetha e Jana bambina affetta da labiopalatoschisi
Sangeetha e Jana. Foto: Margherita Mirabella

“Il momento preciso che ci ha legato tantissimo è stato durante l’intervento al palato alla Smile House di Milano: eravamo solo noi due, con le nostre paure e le nostre emozioni” ricorda Sangeetha.

La coppia è stata indirizzata alla Smile House per un colloquio pre-adottivo dall’associazione Ti racconto un Sorriso.

Prima di dare la disponibilità a bambini con labiopalatoschisi ci siamo informati bene su come avremmo potuto gestire la patologia. Poi, quando siamo rientrati in Italia con Jana, abbiamo fatto la prima visita e dopo solo tre mesi la piccola è stata operata al palato.

La cosa che ci ha colpito in Smile House è che, rispetto ad altre strutture ospedaliere nelle quali i vari specialisti sono slegati tra loro, c’è un team multidisciplinare dove chirurghi, logopedisti e ortodontisti seguono insieme ogni paziente. L’ambiente è sempre accogliente e ciò rende la permanenza in ospedale molto più rilassante, specialmente per i bambini.

Oggi la labiopalatoschisi incide poco sulla vita di nostra figlia, le operazioni sono riuscite perfettamente. Ha ancora una piccola fistola che verrà risolta a breve e che non inficia sul suo linguaggio. Il percorso non è finito: il prossimo anno inizieremo a correggere i denti, ma nulla che possa compromettere una vita normale e piena come quella dei suoi coetanei. Lei è perfettamente a conoscenza della sua storia.

Quando si adotta è possibile scegliere di accettare bambini con patologie particolari. Il fatto di saperlo prima rende possibile ai futuri genitori documentarsi e capire se si hanno le risorse per supportare il bambino che arriverà. Noi lo abbiamo fatto attraverso il colloquio pre-adozione e abbiamo valutato che la labiopalatoschisi fosse una patologia manifesta e reversibile, che in Italia si cura in modo eccellente nei Centri come la Smile House e perciò ci siamo sentiti a nostro agio con questa scelta.”

“Il consiglio più grande che ci sentiamo di dare ai genitori che affrontano un percorso come il nostro è quello di informarsi e capire quali risorse siano in grado di mettere in campo. L’adozione è impegnativa: si pensa che la fine di questo percorso sia l’arrivo del bambino, ma è solo l’inizio del capitolo più importante, chiamato famiglia”, aggiungono Stefano e Sangeetha.

Stefano, Jana e Sangeetha. Foto: Margherita Mirabella

“Jana è una bambina vivace, affettuosa e solare e ha sempre affrontato col sorriso le sfide che si sono presentate: la sua allegria è la marcia in più che aiuta la famiglia a reagire nei momenti di difficoltà. Il destino non poteva farci un regalo migliore di lei.” conclude la coppia.