Tutto ha avuto inizio con la diagnosi prenatale

Dall’ecografia morfologica all’intervento, Alice e Riccardo, genitori del piccolo Damiano, ci raccontano i mesi più difficili della loro vita.


“Quando ho fatto la morfologica il medico mi ha riferito di aver visto un taglietto sul labbro. È stato uno shock. Il labbro leporino Io avevo visto solo sui bambini dell’Africa.”

A parlare è Alice, giovane mamma di Damiano, un bellissimo bambino nato con la labioschisi monolaterale diagnosticata al quinto mese di gravidanza.

Accanto a lei Riccardo, marito premuroso che, dopo l’agitazione iniziale, ha cercato di mantenere la calma e la lucidità necessarie ad affrontare la situazione.

I mesi successivi sono stati vissuti tra l’incertezza che fosse compromesso anche il palato e le ansie sul percorso di cure da intraprendere.
“Ho fatto un’altra morfologica in un centro specializzato consigliato dal mio ginecologo per confermare la diagnosi. Lì mi hanno parlato della Fondazione Operation Smile Italia Onlus perché i medici lavoravano anche al San Filippo Neri.”
Ed è stato proprio alla Smile House di Roma – ospitata appunto nell’Ospedale San Filippo Neri – che Alice e Riccardo hanno trovato le risposte ai loro dubbi e un po’ di serenità. L’equipe guidata dal Dott. Scopelliti ha spiegato alla coppia l’iter da seguire passo dopo passo.
Mi sono tranquillizzata perché ho trovato tutti gli specialisti per il trattamento di questa patologia in un unico centro. Per qualsiasi cosa, mi dicevo, ad esempio un apparecchio ai denti, viene seguito da loro, oppure se avrà problemi nel parlare, loro hanno i logopedisti. Questo aspetto mi ha reso molto tranquilla, anche se fino all’ultimo giorno ho sperato sempre che ci fosse stato un errore.”
E aggiunge: “Non mi sono mai sentita sola, quando avevo delle domande mi bastava telefonare alla Smile House per trovare le risposte che cercavo.”

Alice e Damiano prima dell’intervento. Foto: Margherita Mirabella

“Quando il Dott. Scopelliti ha visto Damiano per la prima volta ci ha detto «gli farà più male un taglio di capelli che l’operazione» ricorda papà Riccardo, quando lo incontriamo prima di una visita.

La data dell’intervento era fissata per il 21 di marzo. Poi l’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus ha cambiato i piani.

Damiano è stato operato a fine maggio con altri tre bambini, in via eccezionale e in accordo con la ASL Roma 1, alla Casa di Cura Parioli, messa a disposizione della Fondazione a titolo gratuito. Il San Filippo Neri non poteva accogliere in sicurezza i nostri piccoli pazienti a causa del Covid.
Damiano e altri tre bambini piccolissimi dovevano essere operati al più presto. Solo un intervento tempestivo, infatti, riduce i rischi di conseguenze funzionali ed estetiche alla fine della crescita e permette ai nostri medici di garantire i migliori risultati.
“Quel giorno avevo un po’ di paura. Il pensiero che mio figlio dovesse entrare in sala operatoria mi terrorizzava” ricorda Alice.
“Due ore dopo l’intervento Damiano mangiava tranquillamente, senza fastidi, nonostante i punti” aggiunge Riccardo “non credevo ai miei occhi”.

A distanza di quattro mesi dall’intervento quei momenti di ansia e paura sono solo un ricordo. “Damiano sta crescendo benissimo. Ai futuri genitori che stanno affrontando adesso questo percorso consigliamo di stare sereni perché tutto si risolve se ci si affida a dei professionisti come quelli della Smile House” dicono Alice e Riccardo.

Papà Riccardo, mamma Alice e Damiano prima dell’intervento per curare la labioschisi monolaterale
Papà Riccardo, mamma Alice e Damiano prima dell’intervento. Foto: Margherita Mirabella.

“Dopo aver vissuto questa esperienza siamo più preparati e meno ansiosi” conclude Riccardo, “un’eventuale seconda gravidanza non ci spaventa. Se dovessimo ricevere un’altra diagnosi di labioschisi adesso sappiamo come affrontarla.”