La magica favola di Matthia

Un drago, un bambino ed un supereroe. Così mamma Giovanna ha raccontato al piccolo Matthia la labioschisi con cui è nato.


Giovanna e Christian si sono sposati nel 2007. Per anni hanno desiderato un bambino tra molte difficoltà, poi nel 2014 finalmente è arrivato Matthia.

“Durante una delle ultime ecografie fatte in gravidanza il medico ci paventò l’ipotesi di una leggera schisi al labbro, ma la conferma della patologia l’abbiamo avuta solo alla nascita” ci racconta Giovanna.

Questa giovane mamma conosceva la malformazione, in famiglia c’era stato il caso di un cugino.

Dopo tutti i sacrifici, le sconfitte e il dolore subito negli anni precedenti non ci saremmo certo fatti spaventare o abbattere da questa malformazione curabile” aggiunge ricordando quei momenti.

Dopo la nascita una vicina di casa ha parlato ai neogenitori di una Fondazione che cura i bambini di tutto il mondo affetti da malformazioni del volto. È stato così che Giovanna e Christian hanno conosciuto la Fondazione Operation Smile Italia Onlus. Matthia è stato visitato dal Dottor Domenico Scopelliti quando aveva poco più di 15 giorni.

“Appena siamo entrati nel suo studio ho notato un quadro con scritto Calabria nel mondo. Sono stata contenta che fosse un mio conterraneo. Durante la visita ci ha spiegato l’intervento che avrebbe effettuato a nostro figlio. L’amore, la professionalità, la sicurezza con cui ci ha rassicurato ci ha tolto subito ogni dubbio: era la persona giusta cui affidare nostro figlio.

Nel dicembre del 2014 a cinque mesi e mezzo, Matthia è stato operato a Taranto, a bordo della portaerei Cavour.

Di quell’esperienza abbiamo un bellissimo ricordo. Lui era il più piccolo dei bambini operati quel giorno. Ovviamente eravamo preoccupati, ma intorno a noi abbiamo avuto persone eccezionali pronte a rassicurarci: Maila, Martina, per citarne alcune, e Alessia che è rimasta tutta la notte insieme a noi per assistere i bambini” ci raccontano Giovanna e Christian.

Matthia con i suoi genitori prima dell’intervento. Foto: Marina Militare.

Quando Matthia aveva all’incirca due anni ha chiesto a mamma Giovanna cosa fosse quella piccola cicatrice che aveva sul labbro.

“Gli ho raccontato la storia di un drago, di un bambino speciale, di un supereroe e del suo esercito. Da lì è nato il libro «Il graffio del drago», in sostegno della Fondazione Operation Smile Italia Onlus”.

Il libro è la lettura positiva, e un po’ magica, di quello che si potrebbe definire un problema, ma soprattutto vuole essere la conferma che i supereroi esistono veramente e possono aiutarci a superare le difficoltà. È stato un modo per aiutare anche Matthia a capire la situazione e a conoscerla meglio. Certo, ci rendiamo conto che la labioschisi di Matthia sia leggera e per fortuna lui non ha mai avuto nessun tipo di problema nel mangiare o nel parlare. La sua è sicuramente una situazione meno complicata di altre. Lui è suo agio con la cicatrice e quando qualcuno gli chiede cosa ha fatto lui spesso mi guarda, sorride, e dice che è stato un drago; ovviamente conosce la verità” continua Giovanna.

Adesso Matthia ha 6 anni ed è in cura presso la Smile House di Roma per l’ortodonzia.

“Una delle cose che più mi piace dell’approccio alla cura di Operation Smile è che prende in carico il paziente fino all’età adulta garantendo tutte le cure necessarie, come l’ortodonzia, la logopedia. Questo permette a noi genitori di avere la sicurezza che i nostri figli siano in mani sicure con persone che li conoscono da anni, ci sentiamo davvero “in famiglia”. Abbiamo sempre un punto di riferimento” queste le parole di Giovanna per descrivere il progetto Smile House.

“Ai genitori che si trovano, in questo momento, ad affrontare questa situazione dico di non avere paura. Questa malformazione non inficia la normale vita dei bambini. Consiglio di affidarsi sempre a personale preparato, competente e disponibile, di affidarsi quindi a Operation Smile e al suo esercito capitanato dal nostro supereroe preferito.”

Matthia con il suo supereroe. Foto: Margherita Mirabella.

“E a tutti voi ancora una volta grazie.”