Il giorno della nascita la scoperta di quel taglietto

Maria Teresa ci racconta di aver saputo della labioschisi del suo terzo figlio, Natan, solo dopo il parto.


Abbiamo scoperto la patologia di Natan il giorno della nascita, ci racconta Maria Teresa. Questa è la sua testimonianza.

Qualche mese prima, durante un’ecografia, avevo notato che il ginecologo indugiava sul volto, ma alla fine mi disse che era tutto okay. Averlo saputo prima avrebbe significato arrivare preparati alla nascita del piccolo e poterne parlare prima con i fratellini in maniera naturale, come solo una mamma sa fare, rassicurandoli. Ma la nostra storia è andata diversamente.

Il nostro piccolo Natan è nato il primo novembre 2019 a Castrovillari, in Calabria.

Natan è il terzo di tre fratelli. Alla nascita dei primi due, Gennaro ed Alisia, ricordo che mi vennero subito posati sul grembo. Natan, invece, venne portato via.

Ricordo perfettamente la sensazione di vuoto e paura, non capivo: aspettavo di stringere il mio bimbo da mesi, ed invece niente.

Ho pensato che fosse nato morto. Poi l’ho sentito piangere e il mio cuore si è riempito di felicità. Poi il ginecologo mi ha detto: “Non spaventarti, il bimbo sta bene, ha solo un piccolo taglio sul labbro.”

Io, ancora sul lettino della sala parto, mi chiedevo cosa fosse accaduto: perché un taglietto? Poi un’illuminazione: pochi mesi prima una persona di famiglia mi aveva raccontato di essere nata con un problema al palato. Allora ho collegato tutto. Ma volevo in braccio mio figlio.

Continuavano a dirmi che non dovevo spaventarmi. Davvero pensavano che avrei potuto aver paura del mio cucciolo?

Finalmente me lo hanno portato! Appena stretto tra le mie braccia, Natan ha smesso di piangere. Ma il “piccolo taglio” era un qualcosa che io non conoscevo e la paura di non saper aiutare il mio piccolo mi ha fatto sprofondare in un’angoscia terrificante. Posato il primo sguardo su nostro figlio, mio marito è impallidito. Non gli ho chiesto mai cosa abbia pensato in quel momento, ma sono certa che si sia sentito impotente.

Natan prima dell’intervento con il suo papà. Foto: Margherita Mirabella

La parola labiopalatoschisi non l’avevamo mai sentita!

Poi una pediatra ci ha parlato di questa malformazione del volto e spiegato che Natan avrebbe dovuto affrontare un percorso specifico.

Una volta tornati a casa abbiamo iniziato a cercare i migliori centri in Italia per la cura delle malformazioni maxillo-facciali nei bambini. È così che siamo approdati alla Smile House di Milano, un luogo dove non solo i bimbi, ma anche i genitori ritrovano il sorriso!

Un team favoloso che ti fa sentire subito rincuorato ci ha fatto capire il mondo della labiopalatoschisi e finalmente abbiamo iniziato a vedere tutto con occhi diversi.

La Dottoressa Meazzini, con la sua professionalità e immancabile sorriso, ci ha spiegato che avremmo usato una placchetta per facilitare l’intervento; il Dottor Autelitano, col suo naturale garbo, ci ha illustrato le varie fasi, dall’intervento a tutto l’iter fino a fine crescita; la psicologa, la Dottoressa Piscopo, dolcissima, è riuscita a rasserenarci al primo sguardo.

Ricordo che usciti dal Centro io e mio marito eravamo veramente sollevati. Sentivamo di aver messo Natan in buone mani!

Appena 15 giorni dopo Natan aveva in bocca la sua placchetta.

I mesi prima dell’intervento sono stati altalenanti. Viaggiavamo spesso per la modifica della placca e, in piena emergenza Covid, era una situazione non facile.

La famiglia con il Dottor Luca Autelitano, Coordinatore clinico presso la Smile House di Milano. Foto: Margherita Mirabella

Finalmente il 27 maggio 2020 Natan è stato sottoposto all’intervento chirurgico.

I giorni in ospedale sono stati duri. Natan ha avuto febbre e faticava ad alimentarsi per il dolore. Il mondo della labiopalatoschisi è una continua sfida, ci sono sempre nuove battaglie, un impegno costante.

La nostra scelta di far operare Natan è ricaduta sulla Smile House perché noi, che in gravidanza non abbiamo avuto il tempo di prepararci e conoscere la patologia, abbiamo trovato un team eccezionale sia a livello professionale che umano!

In ebraico il nome Natan significa “dono di Dio”. Non potrebbe portare nome migliore questo mio piccolo guerriero, venuto al mondo nel giorno di Tutti i Santi. La labiopalatoschisi è solo un ostacolo che dovevamo affrontare, ma che eravamo più pronti ad affrontare di quanto pensassimo.