DALLA DIAGNOSI PRENATALE ALL’INTERVENTO DURANTE LA PANDEMIA: L’EMOZIONANTE RACCONTO DI UNA MAMMA

Da Grosseto alla Smile House di Milano: mamma Michela ci racconta il percorso che ha affrontato nell’ultimo anno dalla diagnosi prenatale all’intervento della sua piccola Tessa.


Era il 10 giugno del 2019 quando io, babbo Ale e Petra, la nostra primogenita di tre anni, ci recammo all’ospedale di Grosseto per fare l’ecografia morfologica a 20 settimane di gravidanza.

Eravamo emozionati, soprattutto di conoscere il sesso del bambino, anche se io sentivo in cuor mio che sarebbe stato un altro fiocco rosa.

Ma nel grigiore che contraddistingue le stanze degli ospedali arrivarono delle parole che suonarono come un cupo tuono: “C’è un problema, la bambina è affetta da labiopalatoschisi.”

Ricordo gli sguardi di Alessandro e Petra, una gioia che restava improvvisamente implosa e poi un susseguirsi di indicazioni, termini, nomi, rassicurazioni, contatti. Mi lasciai trasportare dagli eventi, iniziando a costruire quello che poi sarebbe diventato il nostro cammino passo dopo passo.

Mi ha aiutato molto mettermi in contatto, attraverso i vari gruppi social, con chi c’era già passato. Oltre ad aver donato a mia figlia questa caratteristica, avevo anche la ‘responsabilità’ di scegliere per un’altra vita.

Dopo vari colloqui ho deciso che ci saremmo fatti prendere per mano dall’équipe della Smile House di Milano e una volta scelta questa nostra nuova famiglia tutto diventò di una nitidezza magica!

Abbiamo fatto il colloquio prenatale un mese e mezzo prima del parto. Al Centro siamo stati accolti da Marta che ci ha illustrato con serenità e molto dettagliatamente l’iter. Il suo modo di porsi, le sue conoscenze e la sua sincerità hanno fatto la differenza. Poi abbiamo fatto il colloquio con tutti gli esperti.

La mattinata si è conclusa con la stretta di mano del Dottor Luca Autelitano, un chirurgo che trasmette sicurezza e tranquillità. In quell’occasione mi ha detto quello che c’era da dire, chiaro e diretto: non ha parlato con distacco all’ennesima coppia, ma a Michela, Alessandro e Petra e già faceva il nome di Tessa. Sarebbe stato lui a restituirle il sorriso ‘invisibile’.

Tessa, bambina operata di labiopalatoschisi alla smile house di milano
Tessa dopo l’intervento.

Tessa è nata il 5 novembre del 2019 con labiopalatoschisi monolaterale completa. Appena ci siamo guardate negli occhi le ho detto: “Sei bellissima, la tua mamma ti ama follemente!”

Petra appena ha visto Tessa, l’ha voluta tra le sue braccia e mi ha detto “Mamma è piccola, ma è bella anche con la bua!”

Dopo la nascita di Tessa, come previsto dalle tempistiche concordate al colloquio prenatale, siamo andati a Milano dove le hanno preso le impronte per la placchetta, un dispositivo mobile che serve a fare in modo che la schisi non si allarghi ulteriormente e a dare la forma corretta al naso, facilitando il lavoro del chirurgo nei sei mesi prima dell’intervento. La placchetta deve essere registrata e controllata una volta al mese.

È stata dura salire a Milano dalla Toscana durante la pandemia, ma rifarei ogni singolo chilometro. Per fortuna la Smile House non si era fermata e noi, grazie alla placchetta, vedevamo con il tempo grandi risultati: la fessura si rimpiccioliva e il nasino si sistemava. Ci ha aiutato enormemente la disponibilità della Dottoressa Maria Costanza Meazzini, responsabile dell’ortodonzia: una donna professionalmente geniale, di un’umanità sorprendente!

Tessa è stata operata il 22 maggio 2020. La mattina dell’intervento ero serena e felice perché sapevo che stava iniziando per lei un nuovo capitolo, ma mi attraversava un po’ di malinconia al pensiero che il volto a cui ci eravamo abituati sarebbe cambiato.

Ma si sa, bisogna lasciarli andare i figli, e noi genitori di bambini con labiopalatoschisi dobbiamo farlo prima del tempo: insieme ai nostri piccoli nasciamo due volte e la seconda è dopo l’intervento.

Tessa gioca con la sorellina Petra.

Quella mattina la guardai, la sfiorai, la baciai, fino a quando la dovetti lasciare nelle mani di un’équipe fantastica, fiduciosa perché avevo potuto scegliere a chi affidare la nostra nuova vita.

Tornata in camera mi ritrovai con le amiche d’avventura con i bambini già operati e quello stesso supporto che già mi avevano dato in rete continuarono a darmelo di persona!

I gruppi di confronto e supporto sulla labiopalatoschisi sono essenziali per approfondire la patologia con un linguaggio comune, ma soprattutto ti permettono di confrontarti con dei vissuti, tanto da farti sentire parte di una grande famiglia!

Dopo circa cinque ore vidi il Dottor Autelitano in reparto per annunciarci la fine dell’intervento, i suoi occhi mi tranquillizzarono immediatamente. Scesi subito in sala operatoria per vedere la mia nuova Tessa. L’impatto fu fortissimo e venni pervasa da un senso di liberazione: il primo step era finito!

Ai genitori che vivono la nostra esperienza dico che sarà uno dei momenti più bui della loro vita, in cui si chiederanno molte volte cosa fare, ma saranno ripagati dai risultati. Scegliere correttamente è l’unico dovere che abbiamo: nel caso in cui la patologia venga diagnosticata per tempo, è possibile informarsi e prendere le decisioni in piena consapevolezza!

Oggi Tessa è una bambina serena, dolce, grintosa e piena di vitalità. La aspettano ancora tante sfide, terapie di logopedia e ortodonzia, ma spero di riuscire a trasmetterle tutta la sicurezza e la serenità possibili per farle affrontare il futuro con consapevolezza e forza, senza paure né riserve.

A te, bambina mia, auguro di arrivare ad amare senza compromessi la bellissima bambina che sei facendo di quella cicatrice il tuo punto di forza e di partenza. Amando ogni parte di te e non dimenticando mai che ogni cicatrice è un autografo di Dio!

Io non potrei essere più grata alla vita per lo splendido dono che ha saputo darci ancora una volta!