Un’adolescente come le altre

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Gioca a calcio e a pallavolo, esce con le sue amiche del cuore, Judith e Mariana, adora il suo cane Beethoven e, naturalmente, impazzisce per Justin Bieber, il suo cantante preferito.

Luz ha 16 anni, e vive la vita tipica delle adolescenti del suo Paese, la Bolivia.

Non so ancora cosa voglio studiare – dice – ma di sicuro qualcosa che mi permetta di aiutare gli altri”.

La sicurezza in se stessa, i progetti per il futuro, l’entusiasmo per le possibilità di una vita ancora tutta vivere sono quelli di tutti gli adolescenti. Eppure, sono il frutto di una conquista arrivata a seguito di una nascita più difficile delle altre.

Luz è venuta al mondo nel 2003, amatissima figlia di Pamela, una giovane mamma felice di essere riuscita a portare a termine la gravidanza dopo un primo, doloroso, aborto spontaneo.

Solo dopo la nascita si è scoperta la malformazione della piccola, una labio-palatoschisi che ha comportato fin da subito molti problemi di nutrizione.

Pamela non riusciva ad allattare sua figlia a causa della malformazione e la piccola faticava a crescere, nonostante tutti gli sforzi, nonostante i tentativi di darle il latte persino con un cucchiaino. Quando un’amica le ha portato un biberon speciale che aveva usato per sua figlia, anche lei nata con la labioschisi, finalmente Luz ha iniziato a mangiare bene e a crescere regolarmente.

Tuttavia, sono passati mesi e mesi prima che Pamela riuscisse a trovare il modo di far operare la sua piccola. È stata una donna al mercato a dirle di aver visto in TV uno spot di Operation Smile, presto in arrivo a Santa Cruz con una missione internazionale.

Pamela e la piccola Luz prima dell’intervento, nel 2004. Foto: Marc Ascher

Ci sono voluti incredibili sforzi economici e oltre diciotto ore di autobus perché Luz, sua mamma e sua nonna potessero finalmente arrivare a Santa Cruz nei giorni della missione.

È stato lì che Pamela ha capito di non essere sola, di potersi affidare a medici volontari competenti e compassionevoli, e di poter condividere dolore e preoccupazioni con centinaia di altri pazienti e familiari.

Pamela e la piccola Luz subito dopo l’intervento, nel 2004. Foto: Marc Ascher

Luz è stata operata quando aveva quasi un anno, un’età che le ha permesso di evitare possibili complicazioni e accedere fin da subito ad una vita lontana dallo stigma sociale che spesso, soprattutto nelle comunità rurali, è associato alle malformazioni come la sua.

“Grazie a Dio, Luz non si è mai sentita diversa dagli altri”, ci ha detto commossa sua mamma, che abbiamo incontrato in occasione di una recente missione in Bolivia, dove lei e Luz, ormai ragazza, erano arrivate per ulteriori controlli. “Grazie per tutto il supporto e l’aiuto che ci avete dato negli anni. Ogni volta che siamo con voi, voi siete la nostra famiglia”.

Luz e sua madre Pamela nel 2018 Foto: Margherita Mirabella