Un sorriso per caso

Una compagna, due figli piccoli e un buon lavoro: la vita di Ephraim, allegro trentenne di Centurion, in Sudafrica, era una vita normale. Aveva sempre avuto un’indole spensierata e allegra, molti amici e tutta la serenità di un uomo dal carattere forte ed estroverso.

Solo quella spaccatura sul labbro era riuscita, nell’arco degli anni, a dargli qualche tormento. Era nato con una labioschisi e con essa era cresciuto. Da piccolo i coetanei e i compagni di scuola lo prendevano in giro e a volte lo escludevano dai giochi. Con il passare del tempo le derisioni da bambini si erano trasformate nelle occhiate stupite e curiose degli adulti, a volte in commenti detti sottovoce. Tutto questo lo feriva profondamente.

Derisioni di questo tipo erano all’ordine del giorno per lui. Ephraim aveva passato così tutta la vita e ci aveva fatto l’abitudine. Nessuno, nei suoi primi trent’anni di vita, aveva mai detto ad Ephraim che la sua labioschisi si poteva curare con un intervento chirurgico sicuro ed efficace.

Fino a quando, nell’agosto del 2015, mentre si trovava a lavoro un cliente gli ha detto le parole che hanno cambiato per sempre il corso della sua vita: “Esiste un’organizzazione che si chiama Operation Smile e che cura, gratuitamente, le malformazioni come la tua. Questo è il loro numero di telefono”.

Quel giorno del 2015 Ephraim ha scoperto non solo l’esistenza di una cura ma anche che ci sarebbe stata una missione medica di Operation Smile, in Sudafrica, di lì ad un mese.

Il giorno di inizio della missione, dopo sette ore di viaggio in autobus, Ephraim ha raggiunto Mbombela dove ha incontrato per la prima volta centinaia di persone come lui, tutte in attesa delle visite mediche che verificassero il loro stato di salute e la loro idoneità ad affrontare l’intervento. Forte e sano, Ephraim è stato ritenuto idoneo all’intervento chirurgico, che si sarebbe tenuto il giorno successivo. Con la voce rotta dall’emozione ha telefonato a Ldaudzine, la sua compagna, che si è messa subito in viaggio pronta ad aspettarlo per riaccompagnarlo a casa una volta dimesso.

All’uscita dalla sala operatoria l’aspetto di Ephraim era cambiato. Pollici alzati e un grande sorriso: è così che il giovane si è presentato alla compagna che, impaziente e nervosa, era lì ad aspettarlo.

Tornare a casa dai miei figli è stato molto bello” – ci ha detto – “perché non si aspettavano un cambiamento così evidente. E poi, è vero che io sono sempre stato un uomo solare e allegro, ma prima, quando nel discorso qualcuno nominava la mia malformazione, mi arrabbiavo moltissimo e ci rimanevo male. Adesso va tutto molto meglio!