Un nuovo futuro e una nuova amicizia dopo l’intervento

Lo shock iniziale, l’emarginazione e le paure dei primi anni lasciano spazio alla speranza di un futuro migliore e alla certezza di una grande amicizia.


Dopo tre figlie femmine amatissime Nioti e suo marito Monbula desideravano solo un’altra cosa per la loro famiglia: un maschietto.

Ma quando il tanto atteso figlio, Bipul, è nato con la labioschisi, la gioia per la nascita del quarto figlio è stata offuscata da molte preoccupazioni per il futuro.

I due genitori erano impreparati. La malformazione non era stata diagnosticata durante la gravidanza e ha colto tutti di sorpresa: non sapevano nulla né sulle cause né sulle possibili cure.

Se è vero che le cause della labioschisi sono ancora incerte, quello che sappiamo è che coinvolge sicuramente fattori di tipo ambientale o ereditario. Ma Monbula e Nioti, così come molti attorno a loro, per molto tempo hanno creduto che la malformazione del piccolo Bipul fosse una punizione divina.

L’amore per il bimbo, però, ha da subito vinto su tutto e i due genitori si sono immediatamente dati da fare per trovare una soluzione al problema del loro quartogenito. La cosa più importante era poter garantire al loro figlio il futuro che meritava e ciò era possibile, ora lo sapevano, solamente con un intervento chirurgico.

Bipul aveva tre anni quando i suoi genitori hanno saputo che nella vicina città di Odisha – in India, il loro Paese – il piccolo poteva essere operato. Ma Bipul aveva paura di molte cose: di lasciare la sua casa e anche di subire l’intervento. E così i suoi genitori hanno deciso di aspettare un altro po’

La labioschisi può dare problemi di alimentazione, soprattutto nei primi anni di vita. Ma a meno di curarla, con il tempo i problemi non diminuiscono, anzi. È quello che è successo anche a Bipul.

L’inizio della scuola ha portato con sé lo scherno da parte dei coetanei e l’emarginazione durante i giochi di gruppo. Sono stati anni di pianti e di disperazione, fino a quando Nioti ha deciso che non si poteva più aspettare.

A 9 anni Operation Smile è arrivata a Durgapur, India. E questa volta Bipul non aveva più paura.

A questo punto, anzi, era lui ad incoraggiare i suoi familiari e ad affrontare ogni momento con determinazione e convinzione. “Se non mi accompagnate voi alla missione medica, ci vado da solo”, queste le sue parole.

Una volta arrivato la sua carica e la sua forza hanno immediatamente contagiato tutti. In fila per la registrazione o durante le visite, nei momenti di riposo e in quelli più impegnativi della giornata, Bipul era sempre lì, pronto a sorridere a tutti con i pollici all’insù, sicuro che in ogni caso la sua vita fosse sull’orlo di un cambiamento epocale.

Durante la missione Bipul ha anche trovato un nuovo amico, Monu. Dal momento del primo incontro i due non si sono mai più lasciati.

Per loro, proprio quella malformazione che spesso è causa di isolamento è stata invece portatrice di un bene preziosissimo: l’amicizia.

Senza saperlo, questi due bimbi di 9 e 7 anni vivevano a pochi minuti di distanza. A loro è bastato questo per far sì che la loro amicizia diventasse qualcosa di definitivo.

Nonostante fosse un po’ più piccolo, anche Monu nei primi anni di vita era stato toccato da bullismo e derisioni, i quali viaggiano sempre assieme a solitudine ed isolamento.

Oltre ad un intervento chirurgico sicuro e gratuito, la missione medica di Operation Smile ha portato ai due bambini qualcosa di altrettanto prezioso: il dono di un amico. E l’amicizia ha portato con sé una maggiore fiducia in sé stessi e la speranza di un futuro migliore per entrambi.

Ora che sono di nuovo a casa i due continuano a frequentarsi costantemente, anche per giocare con gli altri bambini del quartiere. E intanto pensano a quello che verrà: Monu sogna di diventare poliziotto, mentre Bipul vuole andare a scuola e imparare l’inglese.