LA STORIA DI ALESSANDRO

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“I ricordi sono una forma di nostalgia e la nostra storia è fatta anche di questo: rimpianto, per non aver potuto vivere le gioie della gravidanza a pieno, e malinconia per tutte quelle emozioni, uniche, che solo un sorriso scucito come quello di Alessandro è riuscito a ricucire.

La nostra storia inizia qui.

È con l’ecografia morfologica che viene immediatamente individuata la labioschisi. La condizione del palato, invece, è in questo momento impossibile da valutare. Oltre a questo, si crea subito una sorta di allarmismo rispetto ad altre possibili malformazioni.

Ricordo la sensazione di paura provata in quel preciso istante. Ricordo il silenzio assordante di mia madre all’altro capo del telefono e oggi che sono madre anch’io capisco che stava trattenendo il suo dolore per proteggere il mio.

Tra amniocentesi e altri esami, tutto inizia a correre veloce come il vento e la magia della gravidanza scompare per far posto a crisi di coscienza e timori. In testa c’è una sola idea fissa: la labioschisi è un problema che può essere risolto, ma tutto il resto?

Per fortuna gli esami successivi ci permettono di escludere ulteriori complicazioni, così da quel momento ci dedichiamo esclusivamente a programmare l’intervento per labioschisi e possibile palatoschisi. È qui che entriamo in contatto con la Fondazione Operation Smile Italia Onlus e l’equipe del Dott. Domenico Scopelliti della Smile House di Roma, e con altre famiglie nella nostra stessa situazione. È qui che incontro bambini splendidi, sorridenti e felici, conosco altre mamme come me e incrocio lungo il cammino nuove persone che mi aiutano ad abbattere le barriere alzate dalla mia paura.

I miei eroi in carne ed ossa adesso sono la ginecologa che vedo ogni 15 giorni per l’ecografia di controllo e il dottor Domenico Scopelliti con lo staff della Fondazione Operation Smile Italia Onlus: persone uniche che con gesti spontanei e grande professionalità donano fiducia e speranza a me e ai miei cari, persone che entrano subito a far parte della mia famiglia. Eravamo persi e ci hanno preso per mano mostrandoci i capolavori disegnati sui volti di tanti piccoli pazienti, rispettando la nostra solitudine e alleviando le nostre paure.

Intanto la gravidanza va avanti e io e Sergio, il papà di mio figlio, continuiamo a porci sempre la stessa domanda: perché noi? Perché Alessandro? Il nome lo suggerisce Sergio, evoca leggenda, dure battaglie e grandi imprese. Ci sembra quello giusto per nostro figlio.

Alessandro nasce in primavera e per tutti noi è un nuovo inizio. Il palato è sano, quindi assieme ad Operation Smile ci prepariamo per la chirurgia del labbro. Loro ci mettono professionalità, cura, dedizione; noi ci mettiamo fiducia e speranza. L’intervento va per il meglio.

Oggi Alessandro ride sempre e io penso che lui non sa neppure di averla superata quella difficoltà. Alessandro è forte, vince senza sapere di farlo, vive. E il suo sorriso scucito è riuscito a legare la nostra famiglia come mai prima d’ora.

Senza saperlo nostro figlio ha scritto una storia dalla trama difficile, ma a lieto fine. Ha reso più intenso il rapporto con mio padre, ci ha aiutato a vedere sempre il lato positivo delle cose ed insegnato ad affrontare paure enormi, come quella per un bambino di pochi mesi che entra in sala operatoria, con il sorriso su quelle stesse labbra da curare”.

Marta, mamma di Alessandro