Nazifa: superare gli ostacoli

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Nazifa è una bambina etiope di 4 anni. Nata con una labioschisi monolaterale importante, trascorre la maggior parte del suo tempo in casa, una capanna costruita con paglia e argilla. La stanza dove la mamma cucina su un fuoco acceso a terra, è il luogo dove dormono anche alcune pecore e mucche, risorse di sostentamento per la famiglia, che vive per lo più di pastorizia e agricoltura.

La prima volta che incontriamo Sherab, il papà di Nazifa, questi ci racconta, con le lacrime agli occhi, il suo dolore nel vederla costantemente derisa dagli altri bambini del villaggio ed esclusa dai giochi. Sa già che per via di quella malformazione la piccola non andrà neanche a scuola e vivrà tutta la vita tra le mura della sua casa.

Sherab non ha le risorse economiche per curare Nazifa, ma la speranza si accende quando scopre l’esistenza di Operation Smile e delle cure gratuite che porterà in una prossima missione medica ad Addis Abeba.

Prende in prestito quanto necessario per affrontare il viaggio verso la capitale e parte con tanta fiducia: per la prima volta da quando Nazifa è nata si intravede la luce della speranza nel futuro della piccola.

Giunti nel luogo della missione medica, Nazifa viene sottoposta alle visite preoperatorie. Purtroppo, le condizioni fisiche della bambina all’arrivo alla missione non sono ottimali. I medici non la ritengono abbastanza in forze da affrontare un intervento chirurgico e iniziano così a curarla nella speranza di poterla operare nei giorni successivi.

Le sue condizioni migliorano e Nazifa viene operata proprio l’ultimo giorno della missione.
Il giorno dopo l’intervento la piccola non riesce a credere ai suoi occhi quando per la prima volta si guarda allo specchio: stupita, cerca la bambina al di là dello specchio perché in quell’immagine riflessa non riconosce il suo nuovo volto e quel sorriso che ora vi si posa sopra.

Sherab è un papà felice ed emozionato: ringrazia i medici volontari e tutti quanti si sono impegnati per donare a lui e alla sua piccola un futuro nuovo e privo di quella solitudine ed emarginazione che prima sembravano una condanna inevitabile.

Purtroppo, però, il sorriso di Nazifa si trasforma in un nuovo disperato pianto quando, sulla via del ritorno a casa, inciampa, cade a terra e rompe irrimediabilmente la sutura fresca di intervento chirurgico. Inutile la corsa in ospedale: la ferita è troppo fresca e i medici non possono intervenire di nuovo così presto. Un secondo intervento non sarà possibile prima della prossima missione medica nel Paese.

Sei mesi dopo Operation Smile torna in Etiopia, questa volta a Jimma, ed è qui che Nazifa viene operata di nuovo, tra le numerose e accorate raccomandazioni dei medici affinché, al rientro a casa, la bambina non incorra in nuovi incidenti. Operare un’area che sulla quale si è già intervenuti, infatti, rende tutto più difficile e aumenta il rischio di complicazioni.

Questa volta tutto va per il meglio. Dopo l’intervento la ferita sul volto di Nazifa si rimargina meravigliosamente e, dopo tanti problemi e incertezze, la piccola può finalmente iniziare la sua nuova vita.

Oggi Nazifa ha 8 anni, è una bambina sorridente e socievole come le sue coetanee e proprio come loro ha iniziato ad andare a scuola, un’attività che le piace moltissimo e la entusiasma. È la prima ad alzare la mano ad ogni domanda durante le interrogazioni e l’ultima a lasciare l’aula a fine lezione. Sogna da grande di fare l’insegnante per trasmettere ai suoi alunni l’importanza di perseverare, sempre, nonostante tutti gli ostacoli che si possano incontrare sulla strada.

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