“Lo slogan di Operation Smile dice ‘Un sorriso alla volta’. Oggi è il mio turno!”

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Guibson è un ragazzo incredibilmente forte e determinato a rincorrere i suoi sogni. E tutto questo si deve in gran parte al coraggio che sua madre, Iva, ha saputo donargli.

Per Iva il momento del parto nell’ospedale di Pará, in Brasile, è stato uno dei più difficili della sua vita. Gli esami prenatali non avevano diagnosticato la patologia del suo bambino e solo quando il piccolo è venuto al mondo si è scoperta la sua labioschisi.

Iva non conosceva la patologia, ma, pur nella paura e nel terrore, ha trovato la forza di non disperarsi.

Determinata e armata dell’arma più potente di tutte, l’amore di una madre, si è rivolta ad un centro di cure che potesse operare il piccolo Guibson non appena avesse raggiunto i 6 mesi. Anche in questo caso, però, ha dovuto affrontare delle difficoltà, scontrandosi contro tutti quanti la credevano pazza per voler sottoporre suo figlio, ancora così piccolo, ad un intervento chirurgico.

Ma lei credeva nella medicina e credeva nei medici e così Guibson è stato operato da piccolissimo nell’ospedale locale, da medici non affiliati ad Operation Smile.

Eppure, se sul momento tutto sembrava andare per il meglio, con il passare degli anni si sono incontrate alcune complicazioni ed è stato evidente che Guibson avrebbe avuto bisogno di ulteriori cure. Il suo labbro si era riaperto e la malformazione sul suo volto era di nuovo evidente.

Per questo, nonostante in famiglia vivesse tra gli incoraggiamenti di tutti, fuori casa il ragazzino soffriva le derisioni dei compagni di scuola e spesso rientrava piangendo.

Vederlo soffrire mi spezzava il cuore; – ricorda Iva – come mamma gli davo tutto il supporto e l’incitamento di cui fossi capace, ma dentro di me soffrivo di quegli insulti almeno quanto lui”.

Con il passare degli anni le derisioni e l’emarginazione da parte degli altri ragazzi avevano iniziato a minare la sicurezza che Guibson aveva di sé. Aveva considerato di abbandonare gli studi e rinunciare al suo sogno, studiare veterinaria all’università.

In qualche modo però la sua ambizione e determinazione sono riuscite comunque ad avere la meglio sulle difficoltà sociali incontrate lungo il suo cammino. Così Guibson ha finito la scuola, seppure pagando un prezzo emotivo molto alto.

Mi sono sempre sforzato di mostrarmi sorridente perciò gli altri non potevano immaginare cosa provassi davvero – ci ha raccontato. – Io sono nato così, pieno di gioia e di vitalità, ma a volte il mio sorriso era solo esteriore, non un vero riflesso di quello che provavo dentro”.

Guibson ha dovuto convivere con questi sentimenti contrastanti per ben 22 anni, fino al giorno in cui ha visto in TV uno spot di Operation Smile, in arrivo a Santarém. Con sua madre ha deciso di affrontare le 12 ore di autobus per arrivare alla missione e si è messo in coda con gli altri pazienti.

Il viaggio si è rivelato un’ottima idea, una di quelle che cambiano il corso di tutta la vita: i medici volontari della missione hanno ritenuto Guibson pronto ad affrontare l’intervento di cui aveva bisogno.

Lo slogan di Operation Smile dice ‘Un sorriso alla volta’. Oggi è il mio turno!” ci ha detto un attimo prima di entrare in sala operatoria.

E poi, poco più di un’ora dopo, Guibson si è svegliato dall’anestesia, ha sorriso a sua madre e insieme hanno guardato per la prima volta il suo nuovo viso.

Grazie al suo nuovo labbro riparato, per la prima volta in quel momento Guibson ha provato una serenità totale, senza compromessi, una serenità non annebbiata da quel velo di amarezza che l’aveva accompagnato fino a quel giorno.

E poi è arrivato anche l’amore! Sei mesi dopo l’intervento l’abbiamo lo incontrato di nuovo per un controllo. Non soltanto l’intervento era andato benissimo e il suo labbro era guarito perfettamente, ma il ragazzo aveva un motivo in più per sorridere così tanto: aveva trovato una fidanzata!

“Sono grato per tutto quello che mi è successo in questi ultimi mesi. E ringrazio il Signore per aver mandato gli angeli di Operation Smile nella mia vita. Mi auguro che tutti si rendano conto dell’importanza di non arrendersi e di credere fino all’ultimo momento che i sogni possano realizzarsi, proprio come è successo a me.