“La prima impressione è stata di panico”

La scoperta della seconda gravidanza ha portato grande gioia e fermento nella famiglia di Antonia e Andrea, giovane coppia della provincia di Foggia che, quattro anni dopo la nascita di Elisa, è stata felicissima di aspettare un maschietto.

26 anni lei, 31 anni lui, Antonia e Andrea sono giovani ma hanno già una lunga relazione alle spalle. Che sia fatta di amore e sintonia è evidente al primo sguardo. Sono genitori affettuosi e pratici, entusiasti e dinamici.

Eppure, quando alla nascita hanno scoperto la malformazione di Riccardo – così hanno chiamato il loro secondogenito – qualcosa è cambiato.

“La prima impressione è stata di panico. Quando ho visto Riccardo per la prima volta mi sono spaventata perché ero ignorante e non sapevo a cosa stessi andando incontro. Sono diventata più ansiosa di quello che fossi prima.”

È così che Antonia ha vissuto la nascita di suo figlio, la cui labioschisi non era stata diagnosticata prima della nascita.

Nessuno nella nostra famiglia o tra gli amici conosceva questa patologia, non avevamo mai visto nessuno che ne fosse affetto, non ne avevamo mai sentito parlare, neanche in TV.”

I primi momenti di angoscia per il nuovo nato sono stati accompagnati da tanta tenerezza e attenzione anche verso la sorellina, la piccola Elisa. A quattro anni, quando il papà le ha parlato della spaccatura sul labbro del fratellino, lei ha pensato solo una cosa: consolare la sua mamma. “Non ti preoccupare, mamma, non è niente, poi passa. Riccardo avrà il labbro come il nostro!”.

L’angoscia dei genitori ha poi lasciato il posto all’iniziativa. Una volta compresa la malformazione grazie alle spiegazioni dei medici dell’ospedale di Foggia in cui Riccardo è nato, Antonia e Andrea si sono dati da fare per cercare un Centro di Cure specializzato nelle malformazioni del volto. È così che sono arrivati alla Smile House di Roma.

Qui hanno ricevuto un’attenzione a 360° che si è occupata del bambino e di tutta la famiglia già prima dell’intervento chirurgico, avvenuto quando Riccardo aveva 6 mesi.

“Vedere tuo figlio piccolissimo entrare in sala operatoria è difficilissimo.”

Ma tutto è andato per il meglio e oggi, alcuni mesi dopo l’intervento, Riccardo sta benissimo e finalmente riesce anche a mangiare bene. Sebbene l’allattamento possa essere difficile per i bambini affetti da labioschisi, con Riccardo i problemi sono arrivati invece durante lo svezzamento. Dargli da mangiare con un cucchiaino era difficile e per sua madre un vero colpo al cuore ogni volta. “Adesso invece mangia che è una meraviglia!”

Antonia racconta che dopo lo shock iniziale, dovuto al fatto che la labioschisi di Riccardo non era stata diagnosticata durante gli esami prenatali, anche grazie ad Operation Smile e ai medici e al team della Smile House di Roma, lei e suo marito hanno potuto conoscere in profondità questa malformazione, capire i trattamenti e tutti i passi necessari per una cura che sia completa e segua il paziente per tutto il tempo necessario.

È stato proprio quello smarrimento iniziale che ha dato ad Antonia e Andrea lo slancio di condividere con altre persone la propria esperienza, affinché altri genitori come loro possano essere più preparati all’arrivo di piccoli come Riccardo.

Anche per questo motivo quando lo scorso 23 maggio si sono sposati in chiesa – dopo essersi già sposati in comune qualche anno fa – hanno deciso di fare una donazione alla Fondazione Operation Smile Italia Onlus anziché le classiche bomboniere. Il loro scopo era quello di sensibilizzare altre persone su questa malattia e far sì che altre famiglie come la loro, in futuro, possano essere preparate e non sentirsi sole.

Questa sensibilizzazione, così importante in Italia come nel mondo, oggi grazie alla storia di Riccardo non è però necessaria nel piccolo paese affacciato sul Gargano in cui la famiglia vive. “Qui oramai tutti conoscono la labioschisi e in molti sono stati e continuano ad esserci vicini con affetto e molto interessamento verso il piccolo!