Il diario di Gregorio

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Gregorio ha sette anni ed è nato con la palatoschisi.

A 16 mesi ha effettuato il primo intervento chirurgico per la correzione della schisi al palato all’ospedale Civile di Brescia. A sette anni ha fatto il suo secondo intervento di palatoplastica con il Dottor Luca Autelitano della Smile House di Milano.

Questo piccolo guerriero ha affrontato anche l’ultimo intervento come un adulto, con tanta paura ma con enorme coraggio, anche se questo non sarà l’ultimo intervento. Ecco come Gregorio ha descritto in una sorta di piccolo diario i giorni in cui è stato operato a febbraio 2019:

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Gregorio è un bambino vivace, allegro e socievole e ha sempre collaborato nel percorso di cura. I genitori, che hanno vissuto tutto questo con comprensibile apprensione, gli hanno sempre parlato della sua patologia, spiegandogli che con gli interventi poteva migliorare il suo problema di linguaggio.

“Gregorio è un bambino intelligente e collaborativo” racconta la logopedista della Smile House, la Dottoressa Emanuela Todaro: “Quando si è trattato di effettuare la fibroscopia delle vie aeree superiori, un esame molto fastidioso, all’inizio ha pianto, ma poi mi ha confidato che era solo paura perché non faceva male. Insieme ci siamo divertiti a fare gli esercizi sull’acuizione degli schemi fonoarticolatori per la corretta produzione dei suoni in preparazione dell’intervento. Riprendere a lavorare insieme dopo l’iter chirurgico previsto sarà una gioia!”.

Per Gregorio e i suoi genitori è stato determinante avere a disposizione uno staff medico valido perché “le famiglie hanno bisogno di sostegno, di un riferimento, di risposte alle loro domande e di persone competenti”.

“Gregorio per la terapia logopedica è seguito dalla Dottoressa Todaro sempre disponibile e gentile, ci siamo trovati bene da subito” continuano i genitori “la Dottoressa Rezzonico ci ha trasmesso tanta positività e per quanto riguarda il Dottor Autelitano, il chirurgo, riponiamo tutto nelle sue mani!”.

“Essere presi in carico da un team di specialisti preparati a lavorare con i bambini garantisce alle famiglie e ai piccoli pazienti gli strumenti per vivere serenamente l’esperienza di cura” dice la psicologa della Smile House Kyrie Piscopo. Il piccolo Gregorio, infatti, è riuscito a sottolineare gli aspetti positivi di questa esperienza, piuttosto che riportarla come un ricordo doloroso e traumatico”.

Un bambino che trova il bello nelle cose piccole: nel nome della stanza, Branchia, nel budino e nel treno sottoterra.

Un bambino che sa di avere un ago nel braccio, ma che sa che comunque gli serviva per “bere”.

E che quando è finalmente tornato a casa ha concluso con un “Evviva bellissimo!”.