Da sostenitrice a paziente della Smile House di Roma

CONDIVIDI SU:

“Ho subito molti interventi nella mia vita, ma questa è la prima volta che sono assistita dai volontari della Fondazione Operation Smile Italia, anche se prima ero già con voi come sostenitrice.”

Vanessa ha 43 anni, abbastanza da poter ‘vantare’ una certa esperienza di medici, ospedali e visite specialistiche. La incontriamo alla Smile House di Roma, presso l’Ospedale San Filippo Neri, completamente a suo agio prima di un nuovo intervento chirurgico, tranquilla e sorridente pure in un ambiente, l’ospedale, nel quale i più si sentono scomodi.

Quando è nata le ecografie non esistevano e la sua malformazione, una labiopalatoschisi bilaterale, ha  lasciato sbalorditi e preoccupati i suoi familiari.

Ma lo shock è durato poco e hanno subito iniziato a cercare di capire come aiutare la loro bambina. “I miei sono così – dice Vanessa – hanno un approccio ‘problema/soluzione’, perciò sono cresciuta così anche io, sapendo di poter far fronte ad ogni sfida”.

La patologia e i problemi che essa comporta diventano presto parte della vita di Vanessa e dei suoi familiari.  “La più grande difficoltà – ci dice – è sempre stata quella di dover viaggiare per l’Italia in cerca di specialisti affidandoci, per lo più, al caso e al passaparola. Non avendo una formazione medica destreggiarsi tra diversi pareri e cure è qualcosa di molto complicato e destabilizzante a livello emotivo “.

Ma la sua vita ha preso un nuovo corso nel momento in cui ha deciso di affidarsi ai medici della Smile House.  Con Operation Smile è tutto diverso, entri qui e sei accolto e assistito a 360°.

Per i genitori di un bambino nato con una malformazione come la labiopalatoschisi è ottimo perché arrivi e hai tutto: chirurgo, dentista, logopedista, otorino. Tutti sono già stati selezionati e sono tra i migliori nel loro campo. Essere seguiti in un centro specializzato come questo è tutta un’altra cosa. Vedono casi come il tuo tutti i giorni e tutti i giorni affinano la tecnica”.