Ai genitori di bambini con labiopalatoschisi mi sento di dire: non abbiate paura

Il racconto in prima persona di una mamma, dallo smarrimento iniziale alla gioia di aver trovato nella Smile House di Milano il centro ideale cui affidare il suo piccolo nato con la labiopalatoschisi.


Ho scoperto che Enea aveva la labiopalatoschisi all’ottavo mese di gravidanza. Sono scoppiata a piangere.

Per fortuna però ho reagito subito e, dopo mille telefonate, contatti con altri genitori, raccolta di informazioni, sono arrivata alla Smile House di Milano e ho conosciuto dottor Luca Autelitano.

Il colloquio prenatale mi è servito tanto: il dottore mi ha tolto un sacco di dubbi, ma soprattutto mi ha dato subito la sensazione di essere in ottime mani.

L’impatto è stato a pelle, come essere avvolta in una coperta calda quando fuori è freddo. Mi sono sentita protetta, capita e non più sola, mi ha dato il coraggio e la grinta dei quali avevo bisogno. Non lo dimenticherò mai. Luca è una persona umile, senza presunzione (nonostante possa permetterselo!), un uomo capace, che ama il suo lavoro, che ci mette il cuore. Era scontato per me che un medico del genere avesse al proprio fianco collaboratori con gli stessi ideali: oggi so che non sbagliavo.

Enea è nato il 13 gennaio 2019. Quando me lo hanno dato in braccio gli ho sussurrato “Non preoccuparti amore, la mamma ti aiuterà a sistemare il tuo sorriso”. Il percorso in Smile House è stato intenso, pieno di emozioni, abbiamo stretto tante amicizie. La dottoressa Costanza Meazzini è strepitosa, estremamente competente, sempre disponibile, una grandissima donna: la sua placchetta, che Enea ha tenuto fino all’intervento, ha fatto miracoli!

Enea ha fatto l’intervento il 17 ottobre. È stato il martedì più lungo di tutta la mia vita.

Mio marito lo ha accompagnato in sala alle 7.30. Io non so dove ero con la testa in quelle ore, fortunatamente poi in degenza ho incontrato un’altra mamma che mi ha rassicurata, dato che suo figlio era già stato operato. La mattina mi è sembrata comunque eterna, pensavo avrei fumato 2000 sigarette e invece niente, non mi sono mai mossa dal reparto.

Intorno alle 14.30 Enea aveva finito. Volevo solo stringerlo tra le mie braccia… Credo di aver badato al risultato solo qualche ora più tardi. È stato stupendo vederlo a posto e al tempo stesso ho provato una sensazione di crollo. Finalmente era tutto finito e adesso iniziava la sua nuova vita. Basta occhi puntati addosso: anche se ormai mi ci ero abituata, soffrivo per lui, povero piccolo, che, ignaro di tutto, sfoggiava sempre il suo sorrisone a chiunque gli rivolgesse la parola. Ho pianto di gioia.

Per sua fortuna per Enea non sono previsti altri interventi da protocollo.

Quando Luca ci ha detto che era riuscito a sistemare tutto in un solo intervento gli ho chiesto se potevo dargli un abbraccione!

Lo avrei stretto così forte da rompergli qualche osso, ma poi mi sono ricordata che ci sono tante persone al mondo che hanno bisogno di lui: “Piano Danila – mi sono detta – maneggiare con cura il dottore!”.

A tutti i genitori che vivono la labiopalatoschisi mi sento di dire questo: non abbiate paura.

Scegliete il Centro migliore senza badare alla distanza geografica. Ma dopo che avrete fatto la vostra scelta, affidatevi ai medici, ascoltate i suggerimenti, confrontatevi con altri genitori. Lasciate che la patologia del vostro bambino non sia più un problema, ma che diventi un’opportunità per conoscere persone, scoprire mondi nuovi. In moltissimi casi vi accorgerete di essere fortunati, ve lo assicuro!

Tutto si aggiusta, sembra difficile all’inizio, ma è solo questione di tempo. Se è capitato a noi è perché noi siamo genitori speciali, in grado di prenderci cura di bambini speciali! Perciò spalle larghe, forza!
Danila, mamma di Enea