Al via la prima missione medica internazionale tutta al femminile di Operation Smile

Dal 5 al 14 marzo in Marocco oltre 50 volontarie guideranno la pima missione medica di Operation Smile tutta al femminile. Un’occasione per celebrare le donne e ispirare le nuove generazioni.


“In molte culture il ruolo della donna è ancora poco valorizzato; spero che questa iniziativa possa fungere da spunto di riflessione per tutti, a partire dai pazienti e dalle loro famiglie, e che diventi un simbolo per un progressivo cambiamento sociale.”

Queste le parole della dottoressa Emanuela Todaro, logopedista della Smile House di Milano, a proposito della prima missione medica internazionale tutta al femminile di Operation Smile, attualmente in corso in Marocco.

In occasione della settimana delle celebrazioni per la Giornata Internazionale della Donna dell’8 marzo, infatti, Operation Smile ha portato in Marocco la sua prima missione condotta da un team interamente composto da volontarie donne.

Oltre 50 volontarie da 25 Paesi si trovano ad Oudja per una missione assolutamente unica che intende celebrare il forte coinvolgimento del personale sanitario femminile in tutti i programmi medici di Operation Smile.

Fin dalla sua fondazione, infatti, Operation Smile ha visto una grande e fondamentale partecipazione delle donne in tutti i settori di intervento e oggi le donne costituiscono in media il 60% del personale di ogni missione.

Volontariato è dedizione, sacrificio, altruismo e molto di più. Vuol dire mettersi in gioco, lasciare la propria casa per dedicarsi a persone che non si conoscono ma che hanno bisogno di aiuto, vuol dire mettere la propria professionalità, esperienza e compassione al servizio degli altri. E in tutto questo le donne di Operation Smile sono sempre state eccellenti, un esempio di coraggio e di forza, oltre che di competenza.

È questo esempio che intendiamo celebrare con la missione medica al femminile di Oudja, una settimana (dal 5 al 14 marzo), che punta a mostrare ancora una volta il grande valore delle volontarie che ci sono accanto così da ispirare le ragazze e le giovani donne di tutto il mondo mettendo in mostra quelle valorose donne che sono in prima linea per rendere il mondo un posto migliore.

Volontarie di Operation Smile Marocco. Foto Margherita Mirabella.

Tra le volontarie da ogni parte del mondo che partecipano alla missione, dovevano esserci anche tre volontarie italiane.

Purtroppo, le limitazioni attuali sugli spostamenti tra alcuni Paesi dovute alla diffusione del Coronavirus hanno impedito alle nostre volontarie di partire per il Marocco.

A rappresentare l’impegno di Operation Smile verso i pazienti di tutto il mondo e la forza delle donne senza le quali le nostre attività non sarebbero possibili, sono volontarie di altri 25 Paesi.

Ciò che conta è il valore che accomuna tutte le volontarie che da sempre sono con noi: il desiderio di donare qualcosa di importante a tutti quei bambini che, nati con una malformazione al volto, non hanno ancora avuto la possibilità di essere curati.

È proprio quello che ci ha raccontato l’anestesista Luisa Caspani, con noi da anni: “Mettere a disposizione le mie conoscenze e competenze professionali è un modo infinitesimale di cercare di colmare il divario tra chi ha potuto scegliere il proprio futuro e chi è stato costretto a rinunciare ai propri sogni. Le donne ne sanno qualcosa e in alcune parti del mondo ancora di più. Sostengo con entusiasmo la bellissima iniziativa della missione al femminile che dà una giusta valorizzazione al ruolo professionale della donna, ovunque e da sempre in posizione svantaggiata rispetto al corrispettivo universo maschile.”

Ma la particolarità dell’azione di Operation Smile è anche nell’impegno verso un obiettivo più grande: la sostenibilità. Ogni missione, infatti, prevede sessioni di training e scambio tra i medici di tutto il mondo e il personale sanitario locale del Paese dell’intervento.

Un momento di formazione. Foto Margherita Mirabella.

Lo spiega bene la dottoressa Sammartino che ha già partecipato ad oltre 50 missioni internazionali sia come medico anestesista che come formatrice: “L’obiettivo è non limitarsi a curare dei pazienti, ma insegnare ai medici del luogo ad operare, così da non avere bisogno di aiuto dall’estero. Offrire formazione è la differenza forse più grande tra Operation Smile e le altre organizzazioni che magari vanno in un Paese, operano e poi vanno via, ma senza insegnare nulla. Invece noi facciamo delle missioni dedicate alla formazione. Quindi il nostro impatto sul Paese è enorme.”

In Marocco, dove Operation Smile è presente ormai da anni ed ha portato molte missioni mediche e sessioni di formazione, tre Centri di Cura specializzati nel trattamento delle labiopalatoschisi sono oggi attivi tutto l’anno e gestiti da personale locale, a testimonianza dell’efficacia della formazione offerta. A livello globale l’83% di tutte le missioni di Operation Smile è oggi condotto da personale locale.

“Svolgere con amore la tua professione medica significa supportare e rasserenare ogni singola persona che si rivolge a te in un momento di particolare fragilità. Quando svolgi un’attività di volontariato però ti senti smarrita: davanti a te hai una voragine colma di bisogni e di ingiustizia: e quello che tu fai è talmente poca cosa e nulla sembra cambiare. E allora due strade: rinunciare o credere davvero che la singola goccia fa grande l’oceano. Io ho scelto di crederci.” Queste le parole della dottoressa Caspani.

Noi, come lei, crediamo nella potenza delle gocce, nella potenza delle nostre donne volontarie, della loro professionalità e dell’empatia che dà loro la forza di battersi, assieme a noi, per i bambini di tutto il mondo.