La logopedia a distanza dal Nicaragua all’Italia

Durante l’emergenza Covid- 19 alcuni Paesi, come il Nicaragua e l’Italia, hanno continuato a seguire i pazienti in cura grazie all’aiuto della tecnologia.


“In questo periodo non sono stati presi in carico nuovi casi, ma abbiamo continuato a seguire i 1.800 pazienti del centro” ha detto Scarlette Gomez, logopedista di Operation Smile Nicaragua.

Durante l’emergenza sanitaria in molti Paesi è stato necessario sospendere le attività o riprogrammarle grazie all’ausilio della tecnologia a disposizione. Questo è il caso del servizio di logopedia, uno dei pilastri dell’approccio multidisciplinare dell’Organizzazione.

In Nicaragua e in Italia i logopedisti sono riusciti a non abbandonare i propri pazienti, anzi li hanno seguiti ancora più da vicino.

“Abbiamo fatto del nostro meglio sfruttando al massimo la tecnologia con telefonate o videochiamate” racconta Scarlette. “Grazie a WhatsApp e alle altre piattaforme abbiamo inviato ai nostri pazienti esercizi, video, giochi interattivi per farli esercitare.

I commenti dei genitori, specialmente dei bambini più piccoli, sono stati molto positivi: i bambini erano felici di essere a casa con i genitori e di trascorrere più tempo con loro. Allo stesso tempo non hanno perso tempo preziosissimo per proseguire le loro cure.

Inoltre, i genitori hanno potuto riscontrare i progressi durante la terapia, li potevano monitorare costantemente. Quando vengono nel centro, io e i volontari prendiamo in carico i bambini, parliamo con loro, giochiamo con loro, i genitori osservano solamente. Questa volta, invece, loro sono stati parte attiva nella terapia hanno capito l’importanza degli esercizi e li hanno seguiti costantemente, questo ha contribuito a rendere l’esperienza efficace e divertente”.

La logopedista Scarlette Gomez in videochiamata con un paziente.
La logopedista Scarlette Gomez in videochiamata con un paziente.

Alla Smile House di Milano il servizio di logopedia non si è mai interrotto ed è proseguito a distanza, come racconta la Dottoressa Angela Rezzonico, responsabile del servizio.

“Ci siamo organizzati per continuare le terapie ai pazienti anche a distanza con le videochiamate. Due terapisti, nei due giorni settimanali dedicati all’ambulatorio, hanno accolto le richieste. Questo è stato possibile grazie ad un fantastico team di professionisti motivati e pronti a dare il meglio ai propri pazienti anche in queste circostanze particolari.”

Le valutazioni e consulenze logopediche sono state effettuate da inizio a fine aprile 2020 esclusivamente in via telematica, mentre da maggio 2020, con la riapertura dell’ambulatorio, si è lasciata la possibilità ai pazienti di scegliere la modalità più comoda, in presenza o in via telematica.

Da fine marzo a luglio i logopedisti della Smile House di Milano hanno svolto 25 osservazioni/valutazioni in via telematica e 161 terapie.

I logopedisti hanno impostato da subito una terapia che, mantenendo una base ludica anche a distanza, ha permesso di proseguire il lavoro senza difficoltà.

Grazie a questo approccio è stato possibile abbattere le distanze e mantenere un costante legame con i piccoli pazienti e le loro famiglie, già affaticate dalla quarantena. Tutti hanno apprezzato molto questo sforzo e si sono sempre resi disponibili ad adeguarsi ai nuovi tipi di trattamento.

Inoltre, i logopedisti hanno potuto proseguire il lavoro diretto con il bambino e integrarlo con quello dei genitori che, in quanto sempre presenti durante le sedute, potevano proseguire a casa quanto visto.

Poter mostrare nel dettaglio i movimenti della bocca ed in particolare dei movimenti linguali e delle labbra, è stato ottimale in questa circostanza e non sarebbe stato possibile durante una seduta con la mascherina.

I bambini si sono mostrati da subito ben disponibili e divertiti dalla nuova modalità, hanno scoperto che anche a distanza si possono fare attività efficaci e divertenti.

Una delle logopediste della Smile House di Milano durante una seduta a distanza.
Una delle logopediste della Smile House di Milano durante una seduta a distanza.

Alla fine di una delle prime sedute una mamma ha scritto che il suo bambino, era così felice dell’incontro in programma da essersi voluto cambiare e preparare, dopo settimane “in pigiama”, per essere pronto al suo appuntamento davanti al computer.