La nostra promessa a Melanie: garantire i suoi diritti e quelli di tutti i bambini

Melanie è nata in Guatemala con la labiopalatoschisi. A causa della pandemia l’intervento chirurgico programmato per lo scorso aprile non si è potuto effettuare. Ma noi restiamo al suo fianco, perché la nostra missione è sempre la stessa: non lasciare indietro nessuno.


Il 20 novembre è la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Per noi è un giorno ancora più speciale, il giorno in cui torniamo a promettere a tutti i bambini del mondo che torneremo, che li proteggeremo e continueremo ad offrire loro le cure migliori, perché la salute è un diritto fondamentale.

Per questo motivo siamo impegnati da decenni in una missione importantissima: fare in modo che nessun bambino rimanga indietro ed offrire interventi chirurgici gratuiti ed efficaci a chiunque ne abbia bisogno, in qualunque parte del mondo.

Melanie è una bambina guatemalteca nata ad aprile 2019. La sua labiopalatoschisi, non diagnosticata prima della nascita, ha colto di sorpresa i suoi genitori, che immediatamente si sono rivolti alla nostra organizzazione.

Durante il suo primo anno di vita abbiamo seguito Melanie e la sua famiglia dal punto di vista medico, ma anche psicologico secondo il nostro approccio multidisciplinare, pensato per abbracciare i pazienti ed accompagnarli lungo tutto il percorso di cure.

Il suo intervento chirurgico era fissato per il 20 aprile 2020. Purtroppo, però, l’emergenza Covid-19 ci ha impedito di poter svolgere quella missione e, dunque, di operare lei e molti altri bambini e bambine in attesa.

A causa della pandemia oggi sono migliaia i bambini e gli adulti, in tutto il mondo, in attesa di un intervento chirurgico.

Si tratta di un problema gravissimo perché una malformazione del volto non curata ha effetti che non riguardano solamente la salute fisica, ma anche gli aspetti sociali della vita di ciascuno.

Lo abbiamo visto e lo vediamo ancora nei nostri pazienti in tutto il mondo. Bambini e adulti con malformazioni non curate soffrono spessissimo di emarginazione, bullismo, allontanamento dalla comunità e mancato accesso all’istruzione.

Ancora oggi sono moltissimi i bambini non curati che non vengono mandati a scuola, che restano esclusi dai giochi e dalle interazioni con i coetanei e con gli adulti e che subiscono per questo traumi psicologici incalcolabili.

Fino a 12 anni Siham, una bellissima ragazza nata in Marocco, ha dovuto sopportare il bullismo dei suoi coetanei e degli adulti che vivevano nel suo villaggio. Ad ogni interazione con persone estranee alla sua famiglia la derisione e i maltrattamenti erano all’ordine del giorno. Fino a quando ha preso una decisione straziante: smettere di andare a scuola e chiudersi a casa, nascosta agli occhi del mondo.

In Ghana Faustina ha avuto una vita simile. Per 17 anni ha convissuto con una malformazione del volto che ha portato la sua famiglia a scegliere il male minore: proteggerla dagli sguardi violenti dei vicini di casa costringendola ad una vita di reclusione domestica. Una vita senza amici.

In Vietnam il piccolo Bui ha smesso di andare all’asilo quando i maltrattamenti degli altri bambini erano oramai diventati un’insopportabile tragedia quotidiana.

Siham, Faustina e Bui sono stati operati in ritardo. Questo per loro ha comportato una forzata convivenza con la malformazione e l’esclusione, per anni, dalle opportunità di una vita sociale piena e appagante, di accedere all’istruzione e prepararsi al loro futuro da adulti.

Oggi Melanie e molti altri pazienti nel mondo rischiano di sperimentare una vita simile a causa della pandemia o di sistemi sanitari deboli non in grado di proteggere e curare i propri cittadini.

È per questo che noi ci siamo e continueremo ad esserci. Per garantire a tutti i bambini del mondo il diritto alle cure, un diritto fondamentale con un corollario importantissimo: la speranza di una vita più piena ed appagante.