ELIMINARE LE BARRIERE DI ACCESSO ALLE CURE: IL PROGRAMMA ACOMPAÑANTES

In alcuni Paesi del mondo il retaggio culturale e la lontananza dalle grandi città rappresentano la prima barriera di accesso alle cure. Per questo Operation Smile nel 2014 ha lanciato in Honduras il programma Acompañantes.


Viaggiano nelle zone più remote ed impervie del Paese, parlano con le comunità per rintracciare bambini e adulti nati con la labiopalatoschisi e per offrire loro le cure gratuite e sicure di Operation Smile. Si chiamano Acompañantes e seguono passo dopo passo tutto il percorso di cure dei pazienti senza lasciarli mai soli.

Gli Acompañantes – accompagnatori – sono ex pazienti o genitori di pazienti che, dopo aver ricevuto l’aiuto di Operation Smile, decidono di impegnarsi in prima linea per le altre persone in difficoltà.

In Honduras, dove il programma è stato avviato, gli Acompañantes vengono selezionati dallo staff locale di Operation Smile per partecipare ad un corso di formazione che insegni loro come muoversi tra le comunità, come diventare persone di fiducia, come condividere la propria esperienza e farne un aiuto prezioso per gli altri.

Il ruolo degli Acompañantes include molteplici compiti: organizzare incontri con le comunità nei principali centri di aggregazione o negli ambulatori e nei reparti di maternità degli ospedali, rintracciare e raggiungere nuovi pazienti, condurli sul luogo della missione ed occuparsi del loro viaggio, dei pasti e del pernottamento, provvedere al supporto psicologico dei pazienti e della famiglia, creando un percorso che permetta loro l’accesso a tutte le cure di cui hanno bisogno. Gli Acompañantes sono con i pazienti in ogni momento, dall’inizio del percorso e fino alla fine delle cure.

Grazie a loro solo nel 2019 sono state rintracciate e curate 400 persone nelle missioni mediche locali e internazionali finanziate anche con i fondi raccolti in Italia.

Tra i nostri Acompañantes c’è anche Don Alex Guerrero, un uomo speciale.

“Volevo aiutare Operation Smile perché ha fatto moltissimo per mia figlia e per la mia famiglia” con queste parole Rudis Casteñeda – un altro dei nostri preziosi Acompañantes – racconta com’è nato il suo coinvolgimento con l’Organizzazione.

Alla nascita della loro figlia Kensey, Rudis e sua moglie Raquel hanno saputo che la loro bambina aveva la labiopalatoschisi. Dopo aver conosciuto Operation Smile, Kensey è stata operata al labbro a soli 3 mesi.

In seguito Rudis ha deciso di agire ed è entrato nel gruppo degli Acompañantes mettendosi a disposizione per andare in cerca dei pazienti bisognosi delle cure di Operation Smile. Il suo è un ruolo delicatissimo, perché i motivi per cui molte delle persone che, in tutto il mondo, nascono con la labiopalatoschisi ma non vengono mai curate sono moltissimi.

A volte vivono in villaggi remoti e lontanissimi dai grandi centri urbani. Non sanno di poter essere curati e spesso per tutta la vita non hanno mai l’opportunità di parlare con un medico.

Altre volte subiscono lo stigma della comunità e vivono emarginati e nascosti alla vista degli altri per non dover affrontare le loro maldicenze. Non hanno un lavoro, non hanno amici e nessuno con cui dividere la vita se non i familiari più stretti.

Per Marco è stato così per tutta la vita, fino a quando Rudis non l’ha incontrato in una regione montuosa dell’Honduras occidentale.

Marco aveva 47 anni quando sua mamma è morta e da quel momento non ha avuto più nessun tipo di contatto con le persone della sua comunità. A causa della malformazione con cui è nato, per tutta la vita è stato deriso ed isolato da bambini e adulti. Dopo la morte della madre Marco ha vissuto per sette anni in completo isolamento fino a quando Rudis è giunto a casa sua e lo ha condotto ad una nostra missione medica nella capitale, Tegucigalpa.

Marco è stato operato all’età di 54 anni. Ed è stato possibile solo grazie all’aiuto di Rudis.

“Questo programma permette alle persone più povere ed emarginate del Paese di essere curate gratuitamente,” dice Kristin Hatcher, uno degli alti funzionari di Operation Smile.

Rudis e Raquel Casteñeda con la loro bambina Kensey.
Foto: Rohanna Mertens.
Foto di repertorio scattata prima dell’emergenza Covid-19.

“L’elemento umano è molto importante: la persona che comprende quali sono le difficoltà che impediscono le cure ed aiuta i pazienti a superarle creando un legame di fiducia è fondamentale.” conclude Kristin.