L’esperienza più speciale della mia vita

CONDIVIDI SU:

“Che genere di contributo potrei mai dare io, semplice studentessa al primo anno di odontoiatria?”
La mia storia con Operation Smile è iniziata con questa domanda che continuava a rimbalzarmi in testa e non mi abbandonava mai. Da tempo volevo dedicarmi ad un’esperienza di volontariato e, proprio per via del mio corso di studi, mi interessava un volontariato di ambito medico. Ma la mia esperienza di medicina era – ed è ancora – così limitata che credevo davvero di non poter offrire alcun tipo di contributo significativo.

Poi ho conosciuto Francesca Biasucci, mia coetanea che già da un po’ partecipava al progetto Student Programs della Fondazione Operation Smile Italia Onlus. Le sue parole appassionate sulla sua esperienza nell’ambito dello Student Programs mi hanno aperto un mondo. Più lei parlava e più io mi entusiasmavo al pensiero di tutte le iniziative e attività alle quali, pur essendo solo una studentessa, avrei potuto partecipare. Mi è sembrato subito evidente – e mi ha stupito moltissimo, positivamente – che Operation Smile avesse una grande fiducia negli studenti. Più tardi ho scoperto che questo è proprio ciò in cui l’Organizzazione crede: che noi ragazzi siamo un tassello essenziale di un grande puzzle che include medici, infermieri, psicologi, logopedisti, tutti gli specialisti delle varie discipline mediche, lo staff che lavora in ufficio e, ovviamente, anche noi studenti.

Oggi che anche io sono parte dello Student Programs ormai da un anno sono ancora più convinta della mia scelta. Se domani, alla fine degli studi, potrò donare la mia professionalità di medico, oggi posso dare il massimo in un altro modo, diverso, ma non meno utile. Da quando ho iniziato, a settembre 2018, ho partecipato a molti eventi ed iniziative, dalla Run for Smile alle Olimpiadi del Sorriso. Ma quello che amo di più sono i Weekend Clinic, giorni durante i quali posso trascorrere del tempo con i bambini e i ragazzi in attesa dell’intervento.

Cosa faccio di preciso? Mi piace raccontarlo con le parole di Francesca, una piccola paziente che parlando con la sua mamma le ha detto “l’ospedale è un posto meraviglioso!”. Queste parole sono una vittoria per me e per gli altri studenti e studentesse che come me ogni mese accompagnano il percorso dei pazienti, specialmente i più piccoli, cercando di lasciar loro un ricordo di giornate piene di allegria, sorrisi ed energie positive.

Senza dubbio oggi posso dire che partecipare allo Student Programs è stata – ed è tuttora – l’esperienza più speciale della mia vita: me ne rendo conto ogni volta che torno a casa dopo le ore passate in ospedale, ripensando alle famiglie che ho conosciuto, alle loro storie così uniche, ai loro accorati abbracci e ringraziamenti anche solo per aver giocato insieme a carte, per aver decorato con i palloncini la stanza dei loro bimbi, per averli distratti un po’ dalle preoccupazioni, del tutto normali, che suscita un intervento chirurgico.

Se è vero che fare volontariato vuol dire donare qualcosa, devo dire che sono sicura di aver anche ricevuto ed imparato tantissimo. Ho capito quanto Operation Smile non doni solo sorrisi, ma nuove ragioni per ricominciare a sorridere; quanto un intervento che dura meno di un’ora possa cambiare la vita di una persona e di una famiglia intera; quanto possa essere frustrante, specialmente per un adolescente, convivere con una malformazione che ti fa decidere di camminare a testa bassa per strada o preferire di evitare le relazioni con gli altri.

La Fondazione propone una serie di iniziative e attività che mirano a sensibilizzare proprio su questi temi così importanti e spesso sottovalutati, sottolineando come le malformazioni del volto possano avere un impatto molto forte anche dal punto di vista psicosociale, un impatto che Operation Smile non vuole trascurare.

È per tutte queste ragioni che sono molto felice della mia scelta e che ho trovato il mio posto in questo grande puzzle nel quale tutti noi, pur diversi, siamo rivolti nella stessa direzione e condividiamo lo stesso obiettivo: garantire le cure a tutti i bambini che nascono con malformazioni al volto e cambiar loro la vita, un sorriso alla volta.

Ludovica Giancotti,
Studentessa del progetto Student Programs