La storia di Reya

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Reya è una bambina indiana nata con il labbro leporino. Il suo desiderio più grande è quello di poter andare a scuola senza essere derisa dai compagni. Un giorno, nel suo villaggio, annunciano che Operation Smile organizzerà una missione medica in India. Così, Hernata, il papà di Reya, si prepara ad un viaggio di 13 ore per permettere alla sua piccola di realizzare un sogno…

Testimonianza di Rachel Edelson

Le famiglie attendono il proprio turno in fila per poter sottoporre i loro figli allo screening pre-operatorio quando, tra il mare di volti ansiosi, il viso luminoso di una bambina cattura subito la mia attenzione. Mostra un sorriso che scioglierebbe il cuore di chiunque e che filtra attraverso il labbro leporino, come se questo non esistesse nemmeno.

Soffio le bolle di sapone in mezzo alla folla e il sorriso più incredibile è rivolto verso di me. Da quel momento in poi, per Reya e per i volontari, è tutto divertimento e risate.

Reya è una bambina bella, curiosa e felice, nonostante la sua  malformazione facciale (una labiopalatoschisi).

Durante la visita pre-operatoria, Reya vede un altro bambino con una schisi e solo in quell’attimo riesce a sentirsi normale e completamente accettata.

Suo padre ricorda il momento in cui ha visto sua figlia per la prima volta e come quel dolore sia ancora tangibile nella sua memoria. La schisi di Reya è arrivata come una sorpresa per i genitori. Entrambi non ne avevano mai visto una: erano spaventati e si sentivano in colpa perché credevano di aver causato loro quella malformazione. Quella sera la luna non era piena e pensarono: è questo il motivo per cui il labbro di Reya non si è completamente formato?

Nonostante fosse rimasto scioccato dalla vista di sua figlia, Hernata si innamorò immediatamente di Reya e decise che avrebbe fatto tutto il necessario per far operare quel labbro leporino e quella palatoschisi. Il medico rassicurò  la famiglia comunicando che le malformazioni erano risolvibili con un semplice intervento chirurgico che, però, Hernata sapeva di non potersi permettere.

Un giorno, tuttavia, nel suo villaggio annunciano che Operation Smile avrebbe organizzato una missione medica  gratuita finalizzata ad  interventi di chirurgia ricostruttiva  per bambini come Reya. Hernatae la sua famiglia affrontano così  un viaggio in autobus di 13 ore per raggiungere il luogo della missione.

La mattina dell’ intervento, la bambina trascorre gran parte del tempo a giocare nell’area giochi e, stanca,  si addormenta sulle spalle del papà.

 Un anno fa, il fratellino di Reya è venuto a mancare e i genitori, che hanno vissuto la drammatica perdita di un figlio, trovano in fondo al cuore il coraggio di consegnare la loro piccola ai chirurghi e di affidarsi completamente a loro. Quando arriva il turno di Reya, Hernata la porge a Jennifer, una volontaria, e la guarda mentre viene condotta in sala operatoria.

Quando il padre di Reya la vede subito dopo l’intervento, non riesce a trattenere le lacrime.

Appena Reya apre gli occhi, avviso la madre che si precipita verso la figlia con il viso illuminato di gioia.

Pochi mesi prima del suo intervento chirurgico, Reya aveva chiesto ai suoi genitori di “sistemare” il suo sorriso prima che cominciasse la scuola. Non voleva essere vista come diversa o presa in giro dai suoi coetanei . Non appena suo padre la porta a fare una passeggiata in corridoio, lei gli sussurra : “Papà , non vedo l’ora di andare a scuola”.

Insieme, siamo tutti parte della storia di Operation Smile.  Questa storia rappresenta ciò che è possibile realizzare insieme.