Un caso di emergenza durante la missione in Giordania

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Francesco Bellia, pediatra intensivista

Amman, Giordania 10- 17 aprile 2015

“Sono le 22.00 del 13 aprile 2015, sono appena rientrato in albergo insieme al mio caro amico e compagno di stanza Fabrizio Biffoli, anestesista e team leader della missione Giordana, dopo un’intera giornata trascorsa in sala operatoria dove sono stati eseguiti i primi venti interventi chirurgici.

Fabrizio già dorme,  io invece preferisco radermi  per evitare di svegliarmi prima delle 05.45. Sono a letto da circa un ora e mezza, alterno il sonno alla veglia, ed improvvisamente sento squillare qualcosa. Non posso credere che siano già le 05.45 ed è già ora di alzarsi!
Guardo l’orologio e sono le 01:30 del mattino. Non è la sveglia che squilla ma il telefono giordano che ci è stato consegnato in caso di emergenza.

La telefonata proviene dall’ospedale, gli infermieri ci stanno chiamando perché c’è qualche problema.

Nel pomeriggio due bambini dopo l’operazione hanno mostrato rispettivamente problemi respiratori e  sanguinamento dal palato. Li abbiamo lasciati che erano in via di miglioramento ma, evidentemente durante la notte sono peggiorati. 

Dopo aver ricontattato gli infermieri e avergli consigliato cosa fare, alle 3.30 del mattino, viene allertato il team di emergenza. Il bambino con difficoltà respiratoria è migliorato, l’altro invece continuava a sanguinare. Insieme a  Fabrizio, ad un secondo anestesista, a due infermieri, ad un chirurgo e due coordinatori prendiamo l’auto per raggiungere l’ospedale, che dista quasi un’ora dall’albergo.

Alle 4.30 uno dei due bambini rientra in sala operatoria per la seconda volta in 24 ore, sanguinava in modo insidioso dall’arteria palatina, era già piuttosto pallido. L’intervento è perfettamente riuscito, il sanguinamento è stato bloccato, e il paziente ora sta bene. 

Abbiamo trascorso quasi trentadue ore in ospedale e sono già le sei del mattino. Non c’è tempo per riposarsi, ci sono gli interventi del secondo giorni di missione che ci aspettano.

Sentiamo il  bisogno di fare colazione, quasi per magia arriva del buon caffè e dei biscotti ai datteri.

La stanchezza sembra scomparsa. Dai sbrighiamoci, sta per arrivare il team, tra poco si ricomincia…”