Ruanda: più chirurghi nel Paese grazie ai training di Operation Smile

Tre specializzandi ruandesi diventeranno chirurghi, una risorsa fondamentale per la salute di milioni di persone di uno dei Paesi più poveri del mondo


Il Ruanda è un Paese piccolo, ma densamente popolato. Eppure i 13 milioni di persone che lo abitano possono contare ad oggi su pochi chirurghi.

Il fabbisogno di istruzione medica è immenso. Per questo Operation Smile in Ruanda si occupa non soltanto di interventi chirurgici svolti durante i programmi medici internazionali, ma anche di formare nuovi medici e operatori sanitari locali.

In particolare, Operation Smile ha istituito un programma di formazione dedicato ai chirurghi plastici in collaborazione con l’Università del Ruanda, il College of Surgeons of East, Central and Southern Africa (COSECSA) e la Società di Chirurgia del Ruanda.

Nel mese di novembre 2021 tre specializzandi in chirurgia plastica, Françoise Mukagaju,Yves Nezerwa e Ian Gashugi hanno partecipato alla sessione di formazione che si è tenuta a Kigali, la capitale del Paese. Françoise, Yves e Ian fanno parte del primo gruppo di medici di questo programma e completeranno la specializzazione nel 2022.

Attraverso il training i tre specializzandi hanno potuto approfondire le loro conoscenze in materia di chirurgia ricostruttiva, necessarie per ottenere l’abilitazione in chirurgia plastica. Un passo avanti importante che a breve consentirà al Paese di poter contare su altri tre chirurghi specializzati.

Il training è stato tenuto dal Dottor Patrik Boivie, chirurgo plastico svedese volontario di Operation Smile.

Sessione di formazione sulle tecniche chirurgiche con un simulatore, Ruanda. Foto: Jorgen Hildebrandt

Durante il programma medico che si è svolto a Kigali sono stati visitati dodici pazienti, sei dei quali, come la piccola Valentine, sono stati operati.

Tra loro anche Marthe e sua figlia Promesse.

Marthe è arrivata alle visite preoperatorie con sua figlia, la piccola Promesse, di sette mesi.

Nessuno ha notato la palatoschisi di Promesse al momento della nascita. Solo con l’allattamento Marthe si è accorta che qualcosa non andava, finché ha finalmente visto la schisi nel palato. I medici dell’ospedale più vicino non erano in grado di aiutarla.

Come lei stessa ci ha raccontato, scoprire la malformazione di sua figlia ha riportato alla sua mente tanti amari ricordi, tante sensazioni che avrebbe preferito dimenticare: tutte le volte che, da piccola, Marthe aveva problemi a masticare, tutte le derisioni dei compagni di scuola, l’isolamento e il fatto di non avere amici. E tutte le volte che i coetanei la “trattavano come una persona inutile”.

Sperava che almeno sua figlia potesse avere una vita migliore.

Alcuni mesi dopo la nascita di Promesse Marthe ha scoperto Operation Smile, alla radio. La notizia era la migliore possibile: voleva dire una possibilità di curare sua figlia. E così ha organizzato tutto ed è partita per Kigali.

È stato durante le visite preoperatorie per la bambina che uno degli specializzandi è andato più a fondo e ha capito che anche i problemi di alimentazione e sviluppo del linguaggio di Marthe erano causati dalla palatoschisi: una malformazione che, all’età di 38 anni, a Marthe non era mai stata diagnosticata né curata.

E così gli interventi chirurgici sono stati due: per la piccola Promesse e per mamma Marthe!

“Non vedo l’ora di mangiare senza avere il cibo che fuoriesce dal naso. Ma soprattutto sono felice che Promesse non dovrà affrontare tutto quello che ho affrontato io.” Ha detto Marthe.

Marthe e Promesse, Ruanda. Foto: Jorgen Hildebrandt

Operation Smile, grazie ai suoi programmi medici, alla formazione, ai corsi di specializzazione e agli scambi tra professionisti di tutto il mondo, contribuisce al rafforzamento dei sistemi sanitari dei Paesi nei quali opera.

Perché nessuno deve essere lasciato indietro. E perché tutte e tutti hanno diritto a cure tempestive e di qualità.