Celebriamo l’Anno Internazionale degli Operatori Sanitari e Assistenziali assieme ai nostri volontari

Nell’ultimo anno hanno messo a repentaglio le proprie vite tutti giorni negli ospedali dove lavorano per aiutarci a superare la pandemia da Covid-19. Per questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha proclamato il 2021 Anno Internazionale degli Operatori Sanitari e Assistenziali.


Poco più di un anno fa la pandemia ha travolto il mondo intero, mettendo a dura prova i sistemi sanitari di tutto il mondo ed evidenziandone le fragilità.

I nostri operatori sanitari, che prima partivano per missioni internazionali per aiutare i bambini in tanti Paesi del mondo, spesso impegnando le proprie ferie e il tempo libero, nell’ultimo anno non hanno potuto spostarsi. Per molti di loro l’impegno si è trasformato: in prima linea nei reparti degli ospedali dove lavorano, accanto alle persone più in difficoltà, quelle colpite dal Covid.

Lo hanno fatto con lo spirito che contraddistingue chi ha scelto di intraprendere una professione sanitaria per mettersi al servizio della propria comunità.

Ecco perché per l’Organizzazione Mondiale della Sanità il 2021 è ufficialmente l’Anno Internazionale degli Operatori Sanitari e Assistenziali, un modo per rendere omaggio a tutti gli operatori sanitari che stanno combattendo in tutto il mondo nella lotta contro il virus.

Nell’ultimo anno anche noi di Operation Smile abbiamo raccontato la pandemia attraverso le testimonianze dei nostri volontari.

Ho la sensazione di essere stata travolta da un’onda troppo forte di attività, di informazioni da acquisire, malati da trattare, parenti da chiamare, dolore da assorbire” ci ha detto Maura Albicini, anestesista pediatrica, ad aprile 2020, dopo il primo mese di emergenza sanitaria.

“In questa emergenza COVID-19 il turno di lavoro è stato spesso di 14-15 ore al giorno. Saltando il riposo perché il personale era ridotto. Non considero il mio lavoro una missione, ma ho la certezza che se non hai dedizione per questo lavoro non riesci a continuarlo a lungo” ha raccontato Giuseppe Lupi, anestesista.

Alessia ha curato tantissime persone, ma le ha affidate agli ospedali e non sa chi sia sopravvissuto e chi no: ha curato e parlato ai suoi pazienti mentre li trasportava, ha ascoltato le loro parole affaticate e memorizzato i loro volti, ma non ha potuto gioire del lieto fine certo cui è abituata quando è in missione con Operation Smile.” Queste le parole affidateci da Margherita Mirabella, in una toccante testimonianza a proposito della sua amica Alessia.

L’anestesista Marìa Josè Gutièrrez visita un paziente al centro di cura di Operation Smile a Managua in Nicaragua.

Operation Smile è un’organizzazione internazionale con oltre 6.000 volontari medici ed operatori sanitari provenienti da diversi Paesi del mondo.

Nell’ultimo anno sono riusciti, nonostante molte difficoltà, a non abbandonare le famiglie e seguire i pazienti, per quanto possibile, a distanza. I volontari locali formati da Operation Smile in quasi 40 anni di attività, hanno potuto dare una risposta concreta ai loro pazienti in termini di cure e assistenza. Questo è stato possibile grazie alla formazione, punto centrale dell’attività di Operation Smile nei Paesi in cui opera.

“Al termine della giornata vado a dormire consapevole di aver aiutato qualcuno. Cambiamo la vita dei bambini che operiamo, il loro percorso di crescita e la loro integrazione sociale nella comunità in cui vivono. A prescindere da quale sia il nostro ruolo, facciamo tutti il nostro lavoro mettendoci il cuore, e credo che questo sia meraviglioso” ha raccontato Redeat Wondemu, infermiera.

Nei prossimi mesi continueremo a raccontarvi il ruolo fondamentale che i nostri chirurghi, pediatri, anestesisti, infermieri, logopedisti, ortodontisti, odontoiatri, psicologi svolgono non solo per la cura dei nostri pazienti, ma anche per il rafforzamento dei Sistemi Sanitari dei Paesi nei quali si svolgono i programmi medici di Operation Smile.