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Da paziente a studentessa volontaria: la storia di Sofia

 

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Sofia Dominici

Taranto 29 settembre 1 ottobre 2017

Il 15 ottobre 2016 Operation Smile, in particolare le mani del Dott. Scopelliti, hanno trasformato la mia vita. Sono nata con una malformazione al labbro e al naso operata all’età di un anno e poi ritoccata alcune volte. Malgrado ciò, essendo il mio difetto ancora visibile, sin dalle scuola media ho sempre sperato di essere operata nuovamente. A causa del mio problema venivo costantemente osservata, naturalmente presa in giro e chiamata con ogni sorta di nomignolo per tutto il periodo scolastico. A pensarci ora, non so come ho fatto a resistere ed a ignorare tutto ciò: l’unico lato positivo è che mi ha resa la persona forte che sono oggi.

Sono stata inserita in più liste operatorie ma, non essendo il mio caso un’emergenza, non è mai stato preso in considerazione. Lo scorso anno, grazie alla segnalazione di un’amica, ho scoperto l’esistenza di Operation Smile: il 30 agosto il dott. Scopelliti mi ha visitata e a distanza di solo un mese e mezzo mi ha operata a bordo della portaerei Cavour. Ansia, curiosità, impazienza e verso la fine anche una bella dose di paura: questo è il mix di emozioni che ho provato nell’attesa. Poi il giorno è arrivato, e quando mi sono svegliata dopo l’intervento provavo curiosità di vedermi, felicità per aver superato l’intervento e parecchio dolore. Un’impalcatura di garze, cerotti e tamponi mi impediva di vedere il risultato tanto atteso, ma sono riuscita a distrarmi grazie ad alcune ragazze che mi hanno intrattenuta piacevolmente facendomi dimenticare dolore ed ansia.

Ho appreso dopo che queste ragazze facevano parte del progetto “Student Programs”, appositamente concepito per fornire assistenza ai giovani operati prima e dopo gli interventi. In questo momento, appena ho saputo di questa iniziativa, ho capito che avrei voluto tantissimo entrare a far parte di questa organizzazione e così è stato.

Mi è stata offerta l’opportunità di essere sulla nave Cavour dal 29 settembre al 1 ottobre, in qualità di volontaria di supporto ai piccoli pazienti operati. Non vedevo l’ora di ritornare sulla nave, questa volta con la missione di far sorridere i pazienti così come era stato fatto con me.

Assieme a Francesca e Roberta abbiamo allestito la stanza della degenza per renderla accogliente e meno ospedaliera possibile; ho assistito per la prima volta a varie operazioni chirurgiche; ho tenuto in braccio, coccolato e sostenuto due teneri gemelli; ho conosciuto Giovanna e suo figlio Iulian, entrambi con la stessa patologia e ci siamo commossi nel condividere le nostre storie.

Non ci sono parole per descrivere le contrastanti emozioni provate durante tutta la permanenza a bordo, per non parlare del dolore del distacco da questa, seppur breve, esperienza.

Provo una grande stima per l’armonia e la serenità che si percepisce all’interno dell’equipe medico-chirurgica e di tutti coloro che ci collaborano, malgrado la situazione sia tutt’altro che tranquilla.

Quest’esperienza mi ha resa più responsabile e consapevole delle mie potenzialità: mai avrei pensato di riuscire ad affrontare momenti così delicati. Inoltre mi sembra quasi, adesso, di volermi più bene.

Un ringraziamento speciale a Maila, Cristina e Denise per avermi accolta: è un grande privilegio quello di essere parte integrante di Operation Smile.

“Ogni bambino con una malformazione al volto è una nostra responsabilità. Se non ci prendiamo cura di lui, non c’è garanzia che qualcuno lo farà.”

- Kathy Magee, Co –Fondatrice e Presidente di Operation Smile